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IL MONTAGGIO DELL’AV FOTOGRAFICO

LA FABULA E L’INTRECCIO

Mirandola, 2 aprile 2024

 
     
 

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La parola “montaggio” richiama aspetti tecnici: l’impiego dei software, le caratteristiche delle immagini, gli accostamenti tra immagini e colonna sonora, il ritmo. Molti di questi argomenti sono stati già oggetto di articoli su Timeline, oltre ad essere stati trattati in maniera esauriente da Giuliano Mazzanti nel volume L’audiovisivo Fotografico, realizzato nel 2019, ma molto attuale.

Il termine si riferisce però anche alle modalità di costruzione del nostro racconto. Cercherò pertanto di affrontare l’argomento da questo punto di vista, sottolineando l’importanza della creazione di sequenze e del loro avvicendamento, secondo impostazioni che, nel tempo, hanno subito e stanno subendo continui cambiamenti.

Realizzare un AV significa attingere dalla memoria, ricercando gli eventi del passato, sfogliando tra le nostre conoscenze, la nostra cultura, la nostra sensibilità per costruire un racconto, una narrazione con immagini, suoni, parole, silenzi. Trasmettiamo informazioni, opinioni, idee, emozioni. Utilizziamo le fotografie, un linguaggio un po’ particolare, a metà strada fra il cinema e il romanzo, ma che ha in comune, con i suoi “cugini”, la narrazione.

Sappiamo che occorre raccontare in modo esauriente e comprensibile ma l’originalità del nostro racconto, certamente frutto dell’idea, del contenuto, del messaggio, spesso dipende anche dal montaggio. Un buon montaggio rende il nostro racconto più intrigante e contribuisce a mantenere viva l’attenzione.

Anche un romanzo si sviluppa secondo un preciso percorso: pensiamo ai “capitoli”, una suddivisione certamente non casuale. Può, pertanto, valer la pena di rispolverare le nostre conoscenze scolastiche riguardo le componenti di un racconto, di un testo narrativo, per vedere come queste nozioni possono essere utili per l’AV.

Per una corretta comprensione del contenuto dell’articolo è necessario prendere visione di questo breve video didattico.

FABULA E INTRECCIO: YouTube: https://youtu.be/c4aUh8UzMS0

Pertanto:

  • Ordine logico e cronologico degli eventi: FABULA

  • Nessun ordine logico/cronologico degli eventi: INTRECCIO

 LE SEQUENZE

Ogni racconto è composto da tanti episodi e, per facilità di esposizione e di comprensione da parte del pubblico, si tende a identificare quelli più significati, creando delle SEQUENZE che, nella fabula, seguono l’ordine cronologico.

Questa impostazione narrativa è tipica del RACCONTO VERBALE, dove le sequenze sono gli eventi, gli episodi. Nel ROMANZO ritroviamo le sequenze sotto forma di capitoli.

Nel CINEMA il termine sequenze significa una successione di scene tra loro omogenee e dotate di una certa autonomia narrativa.

Nell’AUDIOVISIVO infine consideriamo sequenze una successione di immagini che riguardano uno specifico episodio che l’autore vuole segnalare e sottolineare.

Le sequenze pertanto sono gli eventi che costituiscono il nostro racconto. Proponendo la narrazione attraverso sequenze riusciremo a sintonizzarci più facilmente con il pubblico, suscitando interesse ed evitando incomprensioni.

E’ possibile realizzare uno storyboard, cioè una successione di disegni abbozzati che illustrano ogni sequenza.

Per chi non è bravo a disegnare, le sequenze possono essere semplicemente elencate oppure si possono raggruppare le fotografie in cartelle numerate e denominate. Ogni cartella sarà una sequenza.

Esistono sequenze narrative che riguardano azioni e avvenimenti e raccontano i fatti.

Le sequenze descrittive fanno riferimento ad ambienti, a luoghi e ai personaggi che vivono in questi luoghi.

Le sequenze riflessive sono inserti utilizzati per esprimere messaggi, opinioni dell’autore, stati d’animo e sono particolarmente caratteristiche del montaggio a intreccio.

Nell’AV fotografico raramente vengono inseriti dialoghi. Potremmo considerare sequenze dialogiche i testi scritti o verbali.
 

GLI INDICATORI DI PASSAGGIO

Gli ogni sequenza il lettore dovrebbe essere in grado di identificare l'inizio e la fine, per cui occorrono INDICATORI DI PASSAGGIO tra una sequenza e l'altra per introdurre un nuovo argomento. Questi indicatori potrebbero essere un titolo, un testo scritto, un testo recitato, un effetto visivo, un cambio musicale. In effetti anche nei romanzi è ben definita la suddivisione tra un capitolo e l’altro.

Alcuni esempi di INDICATORI DI PASSAGGIO utilizzati in AV:

•  Un testo scritto, tratto dal Corano, introduce una nuova sequenza e il cambiamento è sottolineato dal cambio musicale. IRAN, È TEMPO DI PACE di Gianni Rossi. https://www.youtube.com/watch?v=LPVwU4op_3Y

•  In NOTE SULLA SCANDINAVIA di Gianni Rossi brevi inserti video in sovrimpressione, come dissolvenze aprono alla nuova sequenza di immagini. Anche in questo caso vi è il cambio musicale. https://www.youtube.com/watch?v=xLPQB1JZG3Y
 

Può essere utile un riepilogo operativo e metodologico di riferimento.

LA FABULA

Raccontare seguendo l’ordine LOGICO e CRONOLOGICO è il procedimento più diffuso tra gli autori di audiovisivi. Molti di noi hanno cominciato raccontando un viaggio. l’audiovisivo narrativo è infatti un racconto, espresso mediante fotografie e colonna sonora.
L’ordine naturale, logico e cronologico, dei fatti che costituiscono il nostro racconto è chiamato FABULA.

Le occasioni per costruire un AV secondo questo sistema di narrazione sono numerose:

•  Un VIAGGIO illustrato seguendo l’itinerario
•  Un AVVENIMENTO es. sportivo illustrato seguendo le fasi della competizione
•  Una RIEVOCAZIONE STORICA illustrata seguendo le fasi dell’evento
•  Una CERIMONIA illustrata seguendo i momenti della giornata, dalla mattina alla sera

La fabula è il modo più elementare, più istintivo, di rapida realizzazione e di immediata comprensione. C’è però il rischio di realizzare un’opera scontata e priva di originalità, ma non sempre è così. L’autore attento può ovviare alla prevedibilità del racconto attraverso la scelta di un sonoro adeguato, di una fotografia di alto livello o di effetti scenici particolari.

Riepilogando:

VANTAGGI:
•   È una costruzione più elementare
•   Più istintiva
•   Di rapida realizzazione
•   Di immediata comprensione

RISCHI:
•   È una costruzione più prevedibile
•   Più scontata
•   Meno originale
•   Può ridurre l’attenzione del pubblico

E’ sbagliato pensare che una costruzione narrativa che segue l’ordine logico e cronologico sia obbligatoriamente di scarsa qualità. In certi casi è una necessità, esempio per illustrare le fasi di una cerimonia.

In generale, per ottenere un buon risultato, occorre considerare alcuni SUGGERIMENTI che permetteranno di ridurre i “rischi” di cui sopra:

•   Utilizzare una fotografia di alto livello
•   Realizzare una colonna sonora molto ricercata
•   Inserire effetti scenici spettacolari
•   Esplorare generi diversi (storico, comico, concettuale, altri)

Porto come esempio L’IRONIA MI SALVERA’ di Raffaella Fuso, un AV narrativo costituito da sequenze perfettamente definite da indicatori di passaggio, che mantiene una costruzione rigorosamente cronologica (fabula).

L’autrice racconta la sua personale esperienza di solitudine e di isolamento durante il Covid-19 descrivendo la sua giornata in ordine cronologico, dalla mattina alla sera. L’originalità dell’opera sta nell’aver ambientato se stessa in un palcoscenico minimalista e surreale, una sorta di gabbia che richiama le performance dell’arte concettuale. YouTube: https://youtu.be/LT3hDCUcIag
 

LINTRECCIO

L’INTRECCIO nell’AV sovverte completamente l’ordine logico e cronologico del nostro storyboard: l’autore utilizza le sequenze secondo una scelta personale e creativa che permette di rendere la sua presentazione meno scontata e più originale, sottolineando momenti particolarmente significativi. L’intreccio è comunemente utilizzato nei video e nel cinema.

PULP FICTION di Tarantino rappresenta un’icona della narrazione a intreccio, tutt’ora utilizzata a scopo didattico nelle scuole.

L’INTRECCIO nell’AV di viaggio.

Anche chi ama realizzare audiovisivi “di viaggio” può evitare la sequenza cronologica dei luoghi visitati, scegliendo di realizzare una narrazione basata sull’intreccio. Questo può essere fatto raggruppando immagini di ambienti omogeni, come paesaggi, mercati, luoghi di culto, personaggi, senza considerare dove sono state scattate le foto. Si lavora così per argomenti che verranno proposti come capitoli di un racconto, secondo una logica personale e creativa.

Ne risulterà un’alternanza di sequenze NARRATIVE (avvenimenti, episodi) e sequenze DESCRITTIVE (personaggi, luoghi, ambienti). Sarà possibile inserire sequenze RIFLESSIVE (idee personali, messaggi) e utilizzare sequenze DIALOGICHE, cioè testi recitati o scritti.

L’intreccio offre la possibilità di sviluppare e approfondire tematiche particolari. In una storia infatti possono inserirsene altre, creando un racconto nel racconto. Questa tecnica è definita narrazione a incastro.

L’intreccio consente salti indietro nel tempo, definiti analessi o flashback. Esempio: THE LOOP di Antonio Grassi e Andrea Colleoni GIEFFESSE (2011).  https://youtu.be/CrRop05Xx4I .

Sono possibili anche salti in avanti nel tempo, proiezioni nel futuro, definite prolessi o flashforward. Esempio: A.D. 2797 di RAL ’81 (2010). https://youtu.be/MxcgD57pC3w

Anche in questo caso riconosciamo dei VANTAGGI:

• La costruzione risulterà più originale
• Sarà in grado di mantenere viva l’attenzione
• La narrazione sarà meno prevedibile e meno scontata

Consideriamo naturalmente alcuni SVANTAGGI:

• La realizzazione dell’opera risulterà più complicata
• Viene richiesta fantasia e creatività
• Dal punto di vista del pubblico la comprensione potrà risultare non immediata

TRASFORMAZIONE DEI CONTENUTI DELL’AV – EVOLUZIONE DEL MONTAGGIO

Da diversi anni stiamo assistendo ad una trasformazione dei contenuti dell’audiovisivo. Da una fase in cui prevaleva la narrazione dei fatti, sempre più emerge negli autori il desiderio di esprimere se stessi per descrivere i propri sogni e le proprie esperienze personali.

L’intreccio risponde meglio alle caratteristiche del nostro tempo e alla nuova sensibilità dell’uomo che si trova di fronte a incertezze e instabilità. Le sequenze riflessive assumono un ruolo preponderante rispetto alle sequenze narrative.

LA NARRAZIONE SI TRASFORMA DA OGGETTIVA A SOGGETTIVA

Questa trasformazione può essere colta in audiovisivi come 365 GIORNI AL VOLANTE di Gianni Rossi (1993) ove il protagonista è l’autore stesso, un pendolare in una logica claustrofobica e frustrante. https://www.youtube.com/watch?v=3Qjl3w2gyIs. Fin dalla sua prima uscita, in analogico, fu definito da Ivano Bolondi un “giro di boa” nel mondo dell’AV perché, per la prima volta, l’autore, invece di descrivere, raccontava di se stesso.

Ne ALL’OMARINO IGNOTO di Luciano Bovina (2004) l’autore parla in prima persona e anima il suo racconto di personaggi perdenti, fotografati di spalle, alla ricerca del vero volto dell’uomo. https://www.youtube.com/watch?v=WfQ2Epqmi-8.

Emergono temi particolari che sottolineano conflitti interiori come ANIMO INQUIETO di Gianluca Bufardeci (2015) https://www.youtube.com/watch?v=OiCtyEUxfSo “Quando si ha l’animo inquieto cambia la prospettiva… vivi in un mondo capovolto e in un corpo che non riconosci”. Un montaggio privo di regole asseconda e sottolinea il contenuto.

In una società sempre più massificata, l’attenzione viene rivolta all’individuo, al suo isolamento, alle sue frustrazioni. Ne è un esempio HIKIKOMORI RELOADED di Federico Palermo (2018) https://youtu.be/53ejzxkAeaM?si=JQLZeXu4CY_z7WEY.

Vengono affrontati temi sociali che incidono profondamente nella nostra formazione etica, considerati in passato dei tabù. Ecco METAMORFOSI FAMILIARE di Massimiliano Falsetto (2020). https://www.youtube.com/watch?v=FLB0z0PwHR4.

I social, negli ultimi anni, hanno invaso la nostra esistenza creando una forma di comunicazione veloce e immediatamente fruibile che a volte si presenta utile e costruttiva ma che spesso diventa teatro di scontro e di frustrazione. A questo si accosta una generale percezione di manipolazione informativa che fa emergere una sensazione di impotenza. Ecco quindi SIAMO UMANI https://www.youtube.com/watch?v=KBOFUbEwwTg (2019) e VEROFALSO (2023) https://www.youtube.com/watch?v=Vcp89S4mX2Q di Paolo Cambi.

IL MONTAGGIO - DALLA COMPRENSIONE ALLA PERCEZIONE

Da ultimo è necessario riflettere sul fatto che alcuni autori, di fronte alla composizione disorganica del mondo, esprimono nell’audiovisivo un "flusso dei pensieri" e di riflessioni in maniera diretta, immediata. Le sequenze si alternano senza un’evidente logica, a “spot”, tentando di rendere la caoticità, la confusione, i salti temporali che la mente fa in pochi attimi.

Costruzioni analoghe, del resto, si ritrovano in letteratura, come in “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Márquez, un impasto magico di realtà e leggende dal sapore mitico e popolare, e nella pittura astratta del novecento, dove la descrizione viene sostituita dalla percezione.

Prendendo spunto dalle più avanzate acquisizioni scientifiche che ipotizzano una possibilità di interazione con il metaverso, un mondo virtuale parallelo, nasce MULTIVERSO, DIMENSIONI PARALLELE (2022), https://www.youtube.com/watch?v=fKV5QEtB5sg . Il montaggio è volutamente caotico e risulta perfettamente in linea con il contenuto. Gabriele Pinardi da sempre ha utilizzato questa tecnica compositiva e di montaggio.

Nascono composizioni basate esclusivamente sull’armonia: giochi di forme e di colori, a volte incomprensibili, senza aspetti descrittivi o messaggi, ma fortemente evocativi. Sono gli AV estetico-creativi di Ivano Bolondi, in grado di sorvolare i territori della comprensione, raggiungendo direttamente l’area delle emozioni.

In conclusione la nostra narrazione audiovisiva passa attraverso fondamentali scelte di montaggio che, negli anni, si sono progressivamente aperte a nuovi percorsi che ci consentono di raccontare sempre più di noi stessi e di esprimere maggiormente la nostra sensibilità.

Ne risulta un invito a passare da una valutazione basata sulla comprensione ad una valutazione basata sulla percezione.

 

 
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