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Aquitania 2019

8 – 20 agosto

Saint-Savin – Chavigny – Poitiers – Futuroscope – Coulon - Ile de Ré - Faro delle Balene - La Flotte – Saint-Martin-de-Ré - La Rochelle - La Roche Courbon – Saintes - Dune de Pilat – Arcachon – Bordeaux – Medoc - Saint-Émilion

 
 
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Note di viaggio: La Francia mantiene la sua tradizionale viabilità, con autostrade poco frequentate e strade dipartimentali a scorrimento veloce. Occorre segnalare che da qualche anno ai caselli autostradali non vengono accettate le carte di credito e i bancomat italiani (viva l’Europa unita) ma solo carte francesi che hanno una speciale abilitazione (carte bleue). Il pedaggio autostradale andrà pagato pertanto solo in moneta o in banconote (viene dato il resto). Analoga situazione si trova ai distributori di benzina per cui occorre utilizzare distributori con addetti a cui rivolgersi per abilitare la colonnina ed effettuare poi il pagamento diretto che potrà essere fatto con le nostre carte. Nei negozi, ristoranti ecc. tutto funziona perfettamente.

Altra difficoltà è rappresentata dalla totale assenza, in autostrada, nei campeggi e nelle aree camper, di scarichi adatti al wc nautico. I camper come il mio, privi di cassetta thetford, si trovano pertanto in forte difficoltà. Per fortuna dispongo di una tanica con ruote della Fiamma che mi ha permesso di ovviare al problema, non senza qualche fastidio.

Giovedì 8: siamo partiti da Mirandola alle 10:45 e abbiamo raggiunto la Val di Susa per la sosta pranzo verso le 14. Abbiamo utilizzato il tunnel del Frejus spendendo €61, proseguendo poi fino ad un area di servizio 40 km dopo Lione dove abbiamo cenato e pernottato. In totale abbiamo percorso 686 km.

Venerdì 9: continuando in autostrada e poi per strade normali siamo arrivati nel pomeriggio a Saint-Savin**. È un piccolo villaggio medievale, noto per l'Abbazia Benedettina** inserita nel patrimonio UNESCO principalmente per gli affreschi situati sulla volta, risalenti all'anno 1000.  E’ possibile una visita guidata ma abbiamo preferito esplorare la cattedrale e il monastero da soli. Il restauro è stato eseguito con modalità abbastanza discutibili specie per quanto riguarda le colonne della chiesa, dipinte con una grafica moderna. Nel monastero è presente un'area museale, ricca di pannelli multimediali che raccontano la storia della Abbazia e le modalità di recupero della struttura. Abbastanza caratteristico il parco situato intorno al monastero e il lungo fiume* con un bel mulino e un ponte medievale*. La visita richiede circa un paio d'ore.

Da Saint-Savin a Chavigny** sono circa 15 km. Un belvedere, all'ingresso est del paese, permette una splendida veduta della cittadina medievale. Ci siamo sistemati in un piccolo parcheggio senza particolare difficoltà. Il nucleo storico è rappresentato dal Paese Medievale**, costruito su una Rocca che domina la vallata. il paese, completamente chiuso al traffico, è caratterizzato da piccole vie con antichi palazzi, una bella piazzetta, negozi di artigiani e una bella chiesa. Tra i ruderi del castello è stato possibile assistere ad uno spettacolo di falconieri.

Siamo ripartiti verso sera diretti al parco Futuroscope situato a nord di Poitiers. Il navigatore propone strade strette e impervie per cui è meglio allungare di poco l'itinerario, raggiungendo la tangenziale di Poitiers. Ci siamo sistemati nella vastissima area camper all’interno del parco, a costi prezzi estremamente limitati (€4 la notte e €9 l'intera giornata). Vi è possibilità di carico e scarico ma non viene fornita la luce elettrica.

Sabato 10: la visita al Futuroscope** costa €45 per persona. Apre alle 9 e chiude alle 23. E’ un parco divertimenti abbastanza vasto con un taglio prevalentemente culturale, anche se vi sono ampie aree con giostre prevalentemente acquatiche, a disposizione dei bambini piccoli. La maggior parte dei padiglioni sono dedicati alle scienze, al progresso e alle acquisizioni tecnologiche. Le attrazioni sono estremamente tranquille, anche quelle pubblicizzate come paurose. E’ molto interessante anche per gli adulti che vogliono approfondire aspetti scientifici e culturali. Da segnalare che la maggior parte delle attrazioni è preceduta da enormi sale di attesa al coperto, dettaglio importante che permette di visitare il parco anche in giornate piovose. Ovviamente l’ideale è trovare una bella giornata, come è capitato a noi. Siamo ritornati al camper verso le 19 e, grazie ad un timbro sul polso, siamo potuti rientrare per assistere allo spettacolo notturno sull'acqua con fuochi d’artificio.

Domenica 11: In una giornata decisamente piovosa, abbiamo raggiunto Poitiers** (si trova a circa 10 km dal Futuroscope) e abbiamo parcheggiato senza nessuna difficoltà lungo il fiume. La città è piccola e si visita abbastanza facilmente. E’ un appuntamento decisamente da non perdere per la bellezza dei monumenti. Abbiamo visitato la chiesa di Santa Radegonda**, la Cattedrale* e la chiesa di Notre-Dame la Grande*. Abbiamo visto la bella facciata dell'Antico Hotel Fumè. Normalmente è possibile visitare anche il Palazzo di Giustizia, attualmente in restauro. Ci siamo persi il Battistero di San Giovanni, visitabile ad orari. La visita richiede una mezza giornata.

Nel pomeriggio è ritornato il sole e ci siamo spostati a Coulon* un piccolissimo villaggio attraversato dalla Sévre Niortaise, situato nel Parco naturale regionale “Du Marais Poitevin”, una zona naturalistica protetta, un tempo paludosa e ora bonificata. Dispone di una comoda area camper, con la possibilità della luce elettrica, a €13 per 24 ore. Il parco è percorso da una complessa rete di magnifici canali** percorribili con barche a remi ed è possibile effettuare una gita in barca individualmente o con una guida che è anche rematore. Abbiamo preferito questa seconda soluzione al costo di 12,5 euro per un'ora e mezza. L’ambiente è francamente molto rilassante e la guida ci ha illustrato le caratteristiche di questo particolare territorio. Anche il paese, che sorge intorno ad una piccola chiesetta, è grazioso. Abbiamo cenato con abbondanti porzioni di cozze, lumache e anguilla spendendo € 55 in due.

Lunedì 12:  da Coulon ci siamo spostati alla periferia di La Rochelle, nella vana ricerca di un camper service per poter vuotare il WC nautico. Vista la ricerca infruttuosa, abbiamo superato il lungo ponte a pedaggio (€16) che divide La Rochelle dalla Ile de Ré** e abbiamo raggiunto un’area camper. L’unico campeggio disponibile è stato il Rivedoux Plage che si trova all'ingresso dell'isola, appena varcato il ponte. L'ideale in realtà sarebbe stato un campeggio a metà isola, lunga 30 km, per poter raggiungere più facilmente i luoghi da visitare, ma dopo varie telefonate abbiamo rinunciato. Ci hanno messo a disposizione solo la luce e gli scarichi per 15 € al giorno.

La rete di autobus sull'isola è ben organizzata con passaggi molto frequenti e minimi tempi di attesa. Ogni tratta costa € 1. In autobus abbiamo raggiunto il Faro delle Balene* nella punta ovest dell'isola.  Lo spostamento ha richiesto un'ora a causa delle soste nei paesi attraversati. Vale la pena la salita in cima al faro (3,5 euro) per il bellissimo panorama sulla costa. Dopo una passeggiata in spiaggia, siamo rientrati verso le 20.

Mercoledì 13: Lo scooter ci ha permesso di visitare agevolmente tutti i luoghi più caratteristici dell’Isola. L'Abbazia di Chatellier* si trova a pochi chilometri a ovest dal campeggio ma, in realtà, rimangono solo le rovine che sorgono in una spianata vicino al mare e risultano per questo molto suggestive. A poche centinaia di metri un altro sito storico è costituita da Fort la Prée*, una fortezza molto ben conservata, nelle cui stanze sono state allestite sale espositive. Un paio d’ore per la visita.

Raggiunto il villaggio di La Flotte*, abbiamo parcheggiato lo scooter vicino al centro e, a piedi, abbiamo visitato il bel porticciolo, il lungomare e il mercato medievale, molto animato, con strutture in legno. Interessante l’interno della chiesa. Abbiamo pranzato sul lungomare a base di ostriche e cozze.

Dieci Km più a ovest si trova il centro più importante dell'isola, Saint-Martin-de-Ré**, patrimonio UNESCO, circondato da splendide mura con due porte di accesso. Il paese è un intrico di vicoli con case bianche, un bel lungomare molto animato, un faro, un bellissimo porticciolo e una strana chiesa* con elevate guglie sul portale. Sul lato orientale del lungomare sorge la Cittadella, visitabile solo nelle sue fortificazioni esterne perché la struttura centrale accoglie un carcere. Nei pressi della porta ovest soggiorna un gruppo di asini pelosissimi in un recinto. Siamo ritornati al camper verso sera e abbiamo sistemato, non senza qualche difficoltà, gli scarichi del camper mediante la tanica della Fiamma.

Giovedì 14: siamo partiti dalla area camper verso le 9, attraversando nuovamente il lungo ponte che divide l'isola dal continente. L’uscita ovviamente non è a pagamento. Abbiamo sistemato il camper in un parcheggio gratuito denominato Port des Minimes nella zona sud di La Rochelle*. Una alternativa a questa sistemazione gratuita è rappresentata da una importante area camper a pagamento (1 Avenue Jean Moulin) dalla quale a piedi o con una navetta si può raggiungere il centro storico. Noi ci siamo serviti dello scooter con cui, in circa 10 minuti, abbiamo parcheggiato nei pressi dell'ufficio del turismo. Muniti di una mappa della città, a piedi, abbiamo visitato il vecchio porto** con la Torre di San Nicola, la Torre delle Catene e la Torre della Lanterna

Abbiamo raggiunto la Cattedrale Saint Louis, che non è un granché, e percorso le vie del centro fino a Place du Marché, uno storico mercato coperto. Una caratteristica di La Rochelle è costituita dai lunghi i portici antichi nelle viuzze del centro, aspetto urbanistico abbastanza insolito in Francia.  La zona più bella della città è situata comunque intorno al vecchio porto.

Dopo pranzo ci siamo diretti verso sud facendo una breve sosta presso l'abbazia di San Ippolito, indicata da un segnale lungo la strada. Bella la facciata della chiesa. Poco distante, nei pressi di St-Porchaire, si può visitare uno splendido castello rinascimentale denominato La Roche Courbon**. E’ sicuramente una tappa da non perdere. Il parcheggio è vasto e gratuito. L'ingresso al castello con visita guidata parte ogni 30 minuti e costa €12. Dura circa un'ora ed è estremamente interessante perché vengono fornite tantissime informazioni storiche e perché le stanze sono ben arredate. Bellissimo il parco in stile francese. La visita complessiva richiede circa 2 ore. Si potrebbero visitare liberamente anche le grotte ma questo avrebbe richiesto sicuramente un'altra ora.

Abbiamo raggiunto Saintes* e ci siamo sistemati nella area camper municipale nei pressi del Parco Atlantico. E’ prevista una spesa di €5 che non abbiamo pagato perché la macchina per il pagamento è risultata guasta.

 Giovedì 15: la visita della città si può effettuare a piedi. Poco distante dall’area camper si visita dalla Abbey of Sainte-Marie-des-Dames*, un convento di monache benedettine risalente al mille.  Poi abbiamo raggiunto la Porta Germanica, deturpata da allestimenti moderni. Attraversato il fiume con un ponte pedonale, abbiamo visitato la cattedrale di San Pietro* , l'Anfiteatro Romano e, a poche centinaia di metri, la Basilica di Sant'Eutropio** forse il monumento più bello della città, con una magnifica cripta.

Abbiamo pranzato molto bene in centro, in un piccolo ristorante e, dopo pranzo, ci siamo spostati più a est, fino a Cognac*, un villaggio arcinoto per le distillerie del famoso liquore. Abbiamo parcheggiato sul fiume ed effettuato una visita alle distillerie Hennessy** (20 €, visita ad orari con prenotazione) dove viene spiegato con modalità multimediale il procedimento della produzione di questo famoso liquore con degustazione finale. La visita dura circa un ora e ½. Visto l’orario (verso sera), non è stato possibile visitare il paese che comunque ci ha dato, all’impronta, una buona impressione.

Diretti a sud, in 2 ore e ½, abbiamo percorso i 190 km fino alle Dune de Pilat. Il parcheggio è chiuso durante le ore notturne, per cui abbiamo trascorso la notte nel parcheggio di un vicino supermercato.

Venerdì 16: E’ preferibile effettuare la visita della Dune de Pilat* al mattino perché dopo le 11 l'accesso al parcheggio comporta una lunga fila ed una inevitabile perdita di tempo. Il parcheggio è a pagamento, sulla base del numero di ore in cui si rimane, mentre la visita alla Duna è gratuita. E’ una salita per nulla faticosa, facilitata da una scalinata di legno. Dalla cima della duna, alta poco più di 100 m. il panorama è molto bello: il mare di fronte con alcuni isolotti di sabbia e, tutt’intorno alla duna, una fitta boscaglia, con un contrasto notevole. E’ possibile scendere fino al mare, ma noi abbiamo preferito rientrare al camper poco prima di mezzogiorno.

Ad una quindicina di km a nord si trova Arcachon*, la cittadina di riferimento della omonima laguna, rinomata stazione balneare, famosa per le coltivazioni delle ostriche. Seguendo le indicazioni si raggiunge una magnifica area camper in periferia (3€ al giorno), dalla quale una navetta gratuita, ogni ½ ora, trasporta i turisti in centro, alla stazione ferroviaria.

Sul porto abbiamo prenotato una gita in barca sulla laguna. Tra le varie soluzioni proposte abbiamo scelto quella apparentemente più completa, della durata di 2 ore circa, al costo di 16€. Il percorso attraversa l’area di allevamento delle ostriche e costeggia i porticcioli dei paesi che si affacciano sulla laguna, fino quasi al faro. Di qui è possibile ammirare la Dune de Pilat da un punto di vista insolito.

Lasciata Arcachon, in un paio d’ore, abbiamo raggiunto la zona sud di Bordeaux per sistemarci nel Camping Caravaning Beau Soleil, 10 km a sud della città, riproponendoci di raggiungerla con lo scooter.  Il campeggio è molto piccolo ma decisamente ordinato. E’ stato utile telefonare preventivamente per prenotare l'unico posto ancora disponibile. 

Sabato 17: abbiamo raggiunto con lo scooter la città, impiegando una ventina di minuti. L'alternativa sarebbe stata servizi di un autobus che hanno la fermata accanto al campeggio, ricorrendo poi alla rete tranviaria.

Bordeaux** è suddivisa in vari quartieri percorribili a piedi. Abbiamo parcheggiato sul fiume Gironda e visitato la Basilica di San Michele**, con le sue vetrate colorate, e il quartiere magrebino animato da un bel mercato etnico. Molto interessanti alcune porte rinascimentali, la Porta Cailhau e la Porta Grosse Cloche*. Da non perdere l’antico Pont de Pierre*, un pedonale sulla Gironda, dalla cui estremità la veduta del profilo della città è molto bello. Abbiamo effettuato uno spostamento in scooter alla Cité du Vin**, Il famoso museo del vino. L'ingresso costa € 20 e comprende una degustazione all'ottavo piano. Dal terrazzo una bella veduta della parte nord della città e in particolare del ponte mobile Jacques-Chaban-Delmas*, che costituisce una interessante attrazione moderna. Abbiamo visitato la mostra temporanea dedicata all'Argentina e la vasta mostra permanente, articolata in vari padiglioni alcuni molto interessanti, altri meno. Per la visita occorre calcolare un minimo di 3 ore.

Di fronte al museo ci sono alcuni fast food dove si può pranzare con una spesa modesta. Siamo ritornati in centro alla Piazza della Borsa* di fronte alla quale vi è un piazzale dalla cui pavimentazione esce ad orari acqua nebulizzata per il divertimento collettivo dei bambini. Poco distante siamo incappati in un gruppo di abitanti del Camerun che festeggiavano il matrimonio di una coppia. Nel pomeriggio abbiamo visitato la Place Des Quinconces, fino al monumento dei Girondini*, con annessa fontana. Infine la monumentale Cattedrale Saint-André**. Siamo rientrati in serata al campeggio.

Domenica 18: verso le 9 siamo partiti dal campeggio per un itinerario nella regione del Medoc**, famosa per vigneti e i castelli dove è possibile effettuare una visita guidata con degustazione del vino Bordeaux. In realtà solo pochissimi castelli permettono la visita per cui il sistema migliore è raggiungere l'ufficio del turismo di Pauillac e prenotare una visita in base alle cantine disponibili.

Occorre chiarire che in questa zona le “cantine” sono in realtà degli Chateau, veri e propri castelli rinascimentali, giganteschi e lussuosi, circondati da estesi parchi con boschi e laghi. I proprietari sono dei privati che producono le rinomate bottiglie, i cui costi possono raggiungere centinaia di euro. Intorno ai castelli, immense distese di vigneti.

Alcune cantine effettuano visite ad orari ma per essere più liberi abbiamo prenotato presso lo Chateau La Crocq* che si trova a 10 km più a nord del paese. Qui la visita con guida non ha orari definiti e il costo di € 7 comprende la degustazione di tre qualità di vino. E’ un'esperienza molto interessante, da non perdere.

Abbiamo pranzato in camper e successivamente ci siamo spostati a Saint-Émilion**, situato a est di Bordeaux, al centro di una zona vinicola estremamente rinomata tanto che l’area è entrata nel patrimonio UNESCO. Ci si può sistemare in un parcheggio dove non è facile trovare posto. Per noi, arrivati di sera, non ci sono stati particolari problemi. Abbiamo fatto una passeggiata nel centro storico e visitato una caratteristica cantina completamente scavata nella roccia, sotto il negozio della vendita dei vini. Poco distante l’Eglise Collégiale** con il suo bel chiostro. Dalla piazza situata di fronte all’Ufficio del Turismo, di fianco al Campanile, si possono ammirare i vicoli e le antiche case della sottostante città.

Lunedì 19: la città è abbastanza piccola e si visita tranquillamente a piedi. E’ una città medioevale molto interessante situata su due livelli. Conviene raggiungere l’ufficio del turismo e fornirsi di una mappa. Nell'ufficio stesso abbiamo prenotato una visita guidata alle principali attrazioni del paese. Vengono proposte due formule ad orari diversi: la prima riguarda la chiesa monolitica e gli edifici annessi**, l’altra è estesa anche ad altri siti della cittadina. Abbiamo preferito la prima soluzione che ha una durata di circa un'ora e un quarto con un costo di € 8. La visita a questi siti può essere fatta solo con un guida. Alle 10:30. la guida, molto competente, ci ha accompagnato nell’Eremo del santo, nella Cappella della Santissima Trinità, nelle Catacombe e nella Chiesa Monolitica. Quest'ultima è stata scavata interamente nella roccia ed è situata esattamente sotto l'enorme campanile per cui le colonne che sorreggono la volta sono state rinforzate con strutture di ferro esteticamente molto discutibili.

Abbiamo proseguito la visita del paese percorrendo vicoli ed esplorando negozietti e abbiamo pranzato al ristorante L’Envers du Décor, rinomato ma deludente per la qualità scarsa e il prezzo elevato. Ci avevano consigliato il ristorante da Pascal ma occorreva la prenotazione. Dopo pranzo verso le 15:30 siamo partiti  per Il rientro in Italia.  Abbiamo sostato in un'area di servizio prima di Lione.

Martedì 20: sotto una pioggia battente abbiamo raggiunto il confine italiano superato il quale, in un bel pomeriggio finalmente soleggiato, abbiamo percorso la pianura padana fino a Mirandola.

 

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