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    PIEMONTE

 

DAMANHUR - STUPINIGI

in camper - OTTOBRE 2001

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Avevo letto, su Plein Air di settembre, notizie di questa misteriosa comunità che, alle porte di Torino, ha scavato un meraviglioso TEMPIO SOTTERRANEO. Mi sono ricordato poi di un affascinante articolo, apparso anni fa sulla rivista New Age, che descriveva lo spirito e gli ideali di uno strano gruppo spirituale, legato al misticismo e vicino alla natura. E’ bastata una capatina nel sito Internet (www.damanhur.it) a convincermi a puntare il camper verso il Piemonte.

Venerdì 12 ottobre: Siamo partiti alle 18:00 circa. Mi ero ripromesso di superare Milano per avvicinarmi il più possibile a Ivrea. Cenato in un grill, sulla Milano-Torino, siamo poi usciti in località BIANDRATE, presso Novara. Ci siamo sistemati in un tranquillo parcheggio, in una piazza lontana dal traffico.

Sabato 13 ottobre: Dopo pochi chilometri siamo usciti a Ivrea e, seguendo le precise indicazioni trovate su Internet, in prossimità di Castellamonte abbiamo deviato verso destra, imboccando la Val Chiusella. Dopo pochi chilometri, attraversato BALDISSERO CANAVESE, abbiamo trovato sulla sinistra l’indicazione “FEDERAZIONE DI DAMANHUR”. All’ufficio informazioni ci hanno dato la ferale notizia: la visita “breve” al Tempio dell’Uomo richiedeva un salato biglietto d’ingresso: ben 98 mila a cranio (49 mila i bimbi). La visita era guidata e richiedeva circa 4 ore. Superato lo sconforto, abbiamo deciso di prenotare per il pomeriggio, visto che ormai la frittata era fatta. Abbiamo trascorriamo la mattinata a visitare alcuni modesti negozietti situati di fianco alla reception: abiti di lino e cotone, minerali, libri esoterici, prodotti omeopatici. Abbiamo anche fatto acquisti: alcuni minerali per Elena e un disco per me, pagando il tutto in CREDITI, la moneta di Damanhur (1 credito = 2000 lire = 1 Euro: ti fregano i centesimi). Il cambio alla macchinetta. Al piano di sotto una mostra esponeva grandi fotografie delle sale del tempio, un plastico del tempio ed una collezione di oggetti di artigianato costruiti dai Damanhuriani. Dovendo attendere il pomeriggio, ci siamo spostati con il camper a CASTELLAMONTE, alla ricerca di un Bancomat per affrontare le spese impreviste. Il paese è decisamente modesto. Siamo rimasti sorpresi da una chiesa relativamente recente il cui piazzale, circondato da mura a ferro di cavallo, avrebbe dovuto competere per dimensioni con Piazza S. Pietro ! ! !  Questi hanno scambiato il centimetro per il metro. Abbiamo pranzato in un agriturismo damanhuriano, denominato IL TIGLIO DI PAN, situato sulle colline. Si raggiunge mediante una strada asfaltata larga poco più di un sentiero. Meno male che non c’era traffico. Il cortile dell’agriturismo è apparso il regno del disordine: sedie, tavolini e oggetti agricoli un po’ dappertutto. Sulla destra le serre per i prodotti “naturali” e in fondo un recinto con galline e faraone, controllato da un grosso cane abbaiante che, come ci ha detto FAUNO, il proprietario, di notte tiene lontane le volpi. Abbiamo pranzato ottimamente e abbondantemente, spendendo 35 mila (Elena solo 15 mila, pur avendo fatto, come al solito, la sua parte). Alle 15 puntualmente eravamo pronti per la visita. Ci ha accompagnato GHEPARDO (a proposito, i Damanhuriani si chiamano con nomi di animali e vegetali) che ci ha racconta le origini della comunità, la storia del suo fondatore, Oberto Airaudi e la intensa spiritualità che vivono gli abitanti della Federazione. L’itinerario ha permesso di raggiungere alcune costruzioni simboliche: la FONTANA rivestita di misteriosi ideogrammi colorati, il TEMPIO APERTO preceduto da un lungo colonnato di terracotta. Qua e là numerose statue di stile neoclassico, strani mascheroni, piccoli altari. Un cancello delimita il BOSCHETTO DELLA COSCIENZA, a cui non si può accedere per non turbare la quiete della natura di questo luogo. Qui sono stati effettuati esperimenti di registrazione dei suoni e dei canti prodotti dagli alberi (lo sapevate che le piante cantano ?). Più su abbiamo visitato la parte residenziale: le abitazioni sono rivestite di grandi murales  raffiguranti fiori e insetti giganti. Alcune sono adibite a laboratori di mosaico o di vetreria stile Tiffany. Abbiamo visto da lontano la scuola ma non vi è stato il tempo per visitarla. Terminata questa parte, abbiamo incontrato la nostra nuova guida, VIPERA che ci ha caricato in auto e ci ha accompagnato (rischiando ben due incidenti) alla visita del TEMPIO DELL’UOMO, a circa 5 chilometri. L’esterno, in mezzo al bosco, non prometteva niente di buono. L’ingresso, situato di fianco ad una insignificante abitazione, si presenta come un cantiere edile particolarmente disordinato. L’interno invece era tutt’altro. Dopo un lungo cunicolo, siamo scesi, con un moderno ascensore, al livello più basso e siamo entrati nella prima sala. Siamo rimasti stupefatti. Pareti con enormi affreschi raffiguranti uomini in diverse epoche storiche,  animali, piante, facevano contorno ad un pavimento  a mosaico, in parte non terminato. Intorno si alternavano vetrate colorate che una sapiente illuminazione faceva risaltare. Stretti corridoi, piccole scale a chiocciola, passaggi segreti con pareti che si spostavano con telecomandi o con la sola spinta della mano permettevano di raggiungere le numerose sale situate su diversi livelli. Ogni sala una sorpresa. VIPERA, accompagnata dalla amica FAVA AVENA, pazientemente, ci ha spiegato il significato dei simboli e degli affreschi delle pareti: un viaggio in un mondo misterioso ed esoterico, con riferimenti a civiltà del passato, in particolare alla Civiltà Egizia, agli insediamenti Celti e alla mitica Atlantide. Il TEMPIO DELL’UOMO è un articolato complesso di ambienti ipogei che esprimono la visone esoterica secondo Damanhur. La Terra, cui è intitolata la sala principale, sarebbe infatti attraversata da correnti di energie dette LINEE SINCRONICHE in comunione con l’universo. Nel cuore della terra, proprio a Damanhur, si intersecano quattro linee (analogo incrocio sulla terra si ha solo in Tibet) e questo spiega la grande carica di energia di cui è dotato il Tempio. Questa energia può essere convogliata mediante STRUMENTI SELFICI. Trattasi di metalli - oro, rame - a forma di bracciali, collane o di strani agglomerati di fili e tubi, dalla forma bizzarra, che avvolgono ampolle di vetro contenenti LIQUIDI ALCHEMICI, preparati dai Damanhuriani in opportuni laboratori. Questi strumenti, concentratori di energia, sono in grado di conferire, a chi li utilizza, straordinarie capacità, come curare malattie, riportare equilibrio psichico e addirittura effettuare viaggi nel tempo. Abbiamo visitato la SALA DELLA TERRA, la SALA DELL’ACQUA, la SALA DEI METALLI, il TEMPIO AZZURRO con un piccolo trono ed una sfera di cristallo azzurra, per la meditazione. Dalla SALA DELLE SFERE è possibile mandare messaggi di armonia agli altri popoli (stanno inviando continui messaggi in Afghanistan). La SALA DELLA CABINA, dotata di 16 barre selfiche, è a disposizione dei TEMPONAUTI per i loro viaggi nel tempo. Accanto a questa, un saletta per ESPERIMENTI SULLA SALUTE. Quest’ultima è costituita da un letto scorrevole di metallo sormontato da un intrico di fili, sfere e tubi minacciosamente puntati verso l’incauto malato di turno. Vipera ci ha spiegato che questo strumento permette di eseguire esperimenti sulle cellule tumorali, per modificarne le proprietà nocive. Mi ha ricordato una sala delle torture o il laboratorio di Frankestein. Notevole la SALA DEGLI SPECCHI, ricoperta da una cupola Tiffany e arredata da alcuni altari. In questa sala Vipera ha suonato il GONG, creando in pochi minuti un effetto di risonanza che ha amplificato il suono modificandone il timbro fino a fargli raggiungere tonalità simili alla voce umana. Veramente straordinario. In via di costruzione il LABIRINTO, ove sono raccolte immagini simboliche delle religioni della terra in vetro Tiffany. Siamo usciti dal tempio all’imbrunire, ancora frastornati da questo fantastico mondo sotterraneo. Dopo aver firmato il registro delle visite, siamo ritornati a DAMJL, la capitale, ove ci hanno consegnato le tessere di socio. Approfittando delle ultime luci, abbiamo raggiunto alcuni percorsi mistici situati in un prato poco lontano: spirali e labirinti, segnati sul prato da sassi colorati, permettono di curare la cattiva digestione, l’ansia, il mal di testa e l’insonnia. Abbiamo fatto percorrere più volte ad Elena il labirinto dell’insonnia. Lasciata alle spalle questo straordinario villaggio, abbiamo diretto il camper verso Torino, dopo una sosta in autostrada per la cena. Abbiamo trovato un’ottima collocazione in un piccolo paese, BORGARETTO, raggiungibile dal viale di accesso al palazzo di STUPINIGI (penultimo semaforo a destra, poi ancora a destra – Via Don Minzoni). Notte tranquilla.

Domenica 14 ottobre: Abbiamo occupato la mattinata alla visita della PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI. E’ possibile parcheggiare il camper poco prima dell’ingresso e raggiungere la biglietteria a piedi. Il vasto palazzo, costruito nel settecento dai Savoia, era nato con la funzione di accogliere la corte in occasione delle battute di caccia al cervo. Le numerose sale sono tutt’ora riccamente arredate. Abbiamo visitato gli appartamenti dei due figli di Carlo Emanuele III di Savoia e ammirato il mobilio, gli arazzi e le gallerie di quadri raffiguranti per lo più scene di caccia. Molto simpatica una collezione di ritratti di bambini delle famiglie reali: i maschietti vestiti da femmina erano veramente ridicoli. La visita, molto interessante ma di contenuti decisamente più tradizionali rispetto a Damanhur, ha richiesto un paio d’ore. Ci siamo poi immessi in autostrada e, dopo pranzo siamo rientrati. 

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