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Abbiamo
organizzato il viaggio con itinerario personalizzato, autista e
guida di lingua italiana, con l’agenzia EVANEOS, prenotando il volo
autonomamente con l’agenzia Viaggi Stellari.
23 venerdì: dopo aver sistemato l'auto nel parcheggio ParkinGO, ci
siamo imbarcati a Orio al serio e il volo è partito alle 11:30.
Siamo atterrati al Cairo alle 15:45, alle 16:45, ora egiziana.
All'uscita dall'aereo ci attendeva un impiegato dell'agenzia che ci
ha consentito di effettuare le pratiche di dogana con grande
rapidità senza fare nessuna fila. Siamo poi saliti sull'auto e
abbiamo conosciuto la guida Amr, il nostro accompagnatore per
l'itinerario del deserto. L'hotel Stay Inn Pyramids si trova a Giza,
abbastanza vicino all'area delle piramidi. E’ di buon livello, ben
organizzato anche se non di lusso. Straordinaria la veduta che si
gode dal terrazzo del 11 piano. Sopra una distesa di case e un
incrocio di strade si stagliano le due piramidi di Cheope e di
Chefren. Molto emozionante. Cena a buffet all'hotel. Dopo cena siamo
risaliti sul terrazzo per ammirare le piramidi con l'illuminazione
notturna****.
24 sabato: alle 9.00, con un po' di ritardo è arrivata la nuova
guida, Mona, avanti negli anni e claudicante, per la visita al nuovo
museo Egizio del Cairo****, inaugurato il 1 novembre 2025. È situato
nei pressi delle piramidi e contiene tantissimi reperti provenienti
dal vecchio museo tra cui i sarcofagi di Tutankhamon. Molte altre
statue e oggetti sono stati lasciati nel vecchio museo che avevamo
visitato diversi anni fa.
All'ingresso in una grande spianata sorge l'obelisco sospeso.
L'architettura del museo è moderna e molto suggestiva***. Nel vasto
atrio troneggia una statua di Ramses II che si riflette
nell'acqua**.
Un enorme e vasta scalinata porta ai vari piani del museo ed è
costellata di statue delle varie dinastie dei Faraoni. È possibile
salire anche mediante una scala mobile al lato della gradinata. Qui
ci siamo resi conto che la nostra guida aveva delle evidenti
difficoltà alla deambulazione e nel salire i gradini.
Dalla cima della gradinata una grande vetrata permette di ammirare
le piramidi**.
Le sale sono suddivise per epoche storiche, dalla preistoria alle
varie dinastie dei Faraoni. La parte più interessante è
rappresentata sicuramente dai sarcofagi di Tutankhamon**** che sono
allineati in varie sale con un'illuminazione molto suggestiva. Il
pezzo forte è costituito dalla famosa maschera di Tutankhamon. Per
poterla fotografare c'è da fare la fila. Molto interessanti alcuni
pannelli che illustrano le ricerche effettuate sulla mummia per
capire la malattia di cui era morto il faraone. Pare la tubercolosi.
Abbiamo visitato numerose sale con tantissimi reperti, presentati
con una bella illuminazione.
Dall'atrio principale si attraversa un cortile e si raggiunge la
nuova struttura che accoglie la Barca Solare di Cheope****,
risalente a oltre 4600 anni fa,
Anche questa è una visita molto suggestiva. L'abbiamo fatta però da
soli perché la nostra guida aveva delle difficoltà a camminare e
quindi ha preferito aspettarci nell'atrio.
Abbiamo terminato la visita al museo presso le 13.00 e poi abbiamo
fatto sosta in un ristorante a buffet, di qualità abbastanza modesta
e super affollato.
Nel pomeriggio la guida ci ha accompagnato a visitare una
fabbrichetta di lavorazione del papiro dove una ragazza ci ha
spiegato il procedimento, invitandoci poi a comprare alcuni quadri
in papiro non molto interessanti. Accanto a questo, abbiamo visitato
il negozio di profumi ed essenze, con una bella esposizione di vasi
e oggetti in vetro soffiato*. A breve distanza si trova l'ingresso
alle piramidi e, con una breve passeggiata, abbiamo potuto rivederle
a breve distanza da una collinetta.
Ritornati all'hotel, alle 18.00 ci ha raggiunti Amr perché avevamo
prenotato una visita guidata (30€ a testa) al Centro storico.
Abbiamo aggiunto anche la visita della Torre del Cairo** (15€ con
consumazione). Da Giza siamo arrivati alla torre in un'ora, per
l'intenso traffico. È alta 180 metri: all'ultimo piano una terrazza
per un belvedere a 360°. C'è un ristorante girevole e un bar per la
consumazione. Bello il panorama del Cairo e del Nilo dalla
terrazza**. Il centro è intorno alla Piazza della Liberazione, con
un obelisco, una fontana e il vecchio museo Egizio. Il giro
comprendeva anche la cena al ristorante Abou Tarek** specializzato
per il Kushari, un misto di riso, spaghetti, maccheroncini,
lenticchie, ceci e salsa di pomodoro. Ottimo.
Concludendo: interessante la torre, ottimo il ristorante, il resto
si può anche evitare.
25 domenica: siamo usciti alle 8.00 e, accompagnati da Adel, un
giovane di 22 anni, molto preparato ed efficiente, abbiamo visitato
la moschea Al Rifa'i**, veramente grandiosa, anche se molto austera.
Accanto a questa la Madrassa del Sultano Hassan, con un vasto
cortile quadrato e un gazebo di marmo al centro.
Da lì ci siamo diretti alla Città dei Morti**. E un antico e vasto
cimitero nel quale sono stati costruiti nei secoli edifici
residenziali per ospitare gente bisognosa. Abbiamo fatto una breve
passeggiata e qualche foto ma l'ambiente è poco raccomandabile.
Siamo arrivati poi alla Bab al-Futuh, una delle porte del quartiere
Khan el-Khalili, l'antico e tradizionale bazar, circondato dalle
mura e chiusa al traffico, costituito da un dedalo di vicoli con
negozietti e qualche antica moschea.
Non essendo interessati ad acquisti, abbiamo preferito dedicarci ai
luoghi storici. La moschea Al-Hakim*** è di marmo bianco con un
vasto cortile con pozzo al centro e una magnifica zona di culto.
Abbiamo incontrato un folto gruppo di turisti indiani in abiti
bianchi.
A poche centinaia di metri, in uno stretto vicolo, abbiamo potuto
vistare (a pagamento) il Beit Al-Suhaymi**, l'antico palazzo di un
sultano, un esempio unico di architettura residenziale di epoca
ottomana in Egitto, con numerose camere, arredate, collegate da
scalini e stretti corridoi. Molto bello.
Ritornati sulla via principale, abbiamo visitato la moschea e la
madrassa del Sultano Barquq**, tra gli edifici più antichi,
risalente al 1300. Si tratta di monumenti patrimonio UNESCO,
visitabili con un biglietto unico che si può fare online oppure
nell'ufficio prospiciente.
Dopo una passeggiata tra i negozietti nei vicoli, abbiamo recuperato
l'autista e siamo andati a pranzo in un quartiere nuovo, con vari
ristoranti. Il pranzo è stato servito al tavolo con le solite
pietanze.
Dopo pranzo abbiamo visitato il quartiere Copto***. L'accesso è
controllato dalla polizia e con il metal detector. È totalmente
chiuso al traffico. Si ha l'impressione di un ghetto destinato ai
cristiani copti. La chiesa più importante è la Chiese Sospesa***,
così denominata perché costruita sulle travi di un ponte. Essendo
domenica, un festivo per i copti, era super affollata. A poche
centinaia di metri la chiesa di san Giorgio** e poi la chiesa di
Santa Barbara**, con attiguo convento. Una esposizione di libri nel
lungo corridoio di accesso.
Siamo tornati all'hotel e non ci sono fatti mancare una passeggiata
nel quartiere limitrofo, tra intenso traffico, bancarelle,
negozietti, fino alla stazione delle corriere. Ci siamo fermati in
un bar molto egiziano per una tazza di thè.
Alle 19.00 Amr ci ha accompagnato all'imbarco per la crociera sul
Nilo* (38€ a testa), con cena, ballerini e un'improbabile danza del
ventre presentata da una ragazza decisamente sovrappeso. Uno spasso.
Tra i clienti faceva spicco un folto gruppo di donne nigeriane
enormi e con abiti assurdi. Altro spasso. La grande imbarcazione è
dotata di un terrazzo con bar da cui si possono osservare le rive
del Nilo, peraltro di scarso interesse.
26 lunedì: siamo partiti alle 7.00 per l'oasi di Al Fayoum che dista
dal Cairo 90 km. La superstrada attraversa un territorio per lo più
desertico. Interessante un vasto cimitero che si intravede sula
destra. Il realtà Fayoum è una grande regione, composta da numerosi
villaggi polverosi con edifici costruiti solo parzialmente e molta
miseria.
Le aree di campagna sono intensamente coltivate. Abbiamo costeggiato
un grande lago d'acqua dolce, lago di Karun, collegato con il Nilo
mediante canali che permettono di irrigare tutto il territorio.
Dopo una breve fermata per una foto, a pochi chilometri abbiamo
raggiunto l'ingresso del parco nazionale Uadi El Rayyan. Dopo pochi
km ci siamo sistemati nel White Desert Camp e abbiamo lasciato i
bagagli nel nostro bungalow in muratura.
Dopo uno spostamento di circa un'ora, siamo arrivati alla Piramide
di Hawara**, edificata 1800 anni bC. Era presente anche un labirinto
con trappole per impedire i furti.
L'ingresso è allagato. Intorno alla piramide si trovano colonne e
pietre antiche. A circa 1/2 ora si trova la Piramide di Senurset II**.
È più piccola della precedente ed è chiusa perché in fase di
restauro. Il custode, per farci un piacere, ci ha dato il permesso
di visitare l'interno e assieme a lui siamo scesi con una ripida
gradinata e poi ci siamo addentrati nei cunicoli con la luce del
cellulare. Sulla parete e sul soffitto di una delle stanze abbiamo
trovato centinaia di piccoli pipistrelli. Più avanti, dopo una serie
di cunicoli e corridoi, siamo arrivati alla stanza del sarcofago in
granito, molto bello. Anche la stanza ha le pareti in granito.
L'interno di questa piramide è stato scoperto nel 1989. Tutti i
gioielli e gli oggetti erano stati già rubati nei secoli scorsi e
l'unico oggetto ritrovato è stato una corona con la testa del cobra.
Con un lungo percorso siamo ritornati sul lago Karun, abbiamo
cambiato auto e, col fuoristrada, siamo saliti sulle colline a ovest
del lago fino ai resti dell'antica città dei due Leoni*. Si tratta
di una delle più antiche città di epoca romana, un centro
commerciale. Un'antica strada la collegava al lago. Cosa
incredibile, nella sabbia si trova sparsi e abbandonati numerosi
cocci e frammenti di anfore, alcuni ancora colorati.
Siamo ritornati al White Desert Camp per la cena. Sempre riso, pollo
e salse varie.
Il programma della giornata avrebbe compreso altre aree che
purtroppo sono saltate per un clamoroso errore d'itinerario
dell'autista e della guida.
27 martedì: ci eravamo riproposti una partenza alle 6.30 ma un
guasto della batteria dell'auto ha creato un discreto ritardo.
Partiti, abbiamo attraversando con il fuoristrada alte dune e, dopo
una gimkana nella sabbia, siamo arrivati alla Valle delle
Balene****, Wadi Hitan, patrimonio UNESCO, che custodisce fossili di
balene preistoriche risalenti a oltre 40 milioni di anni fa, quando
quest'area era un antico mare chiamato Mare di Tethys. Il sito è
famoso per offrire una visione unica sull'evoluzione dei cetacei.
Scoperto all'inizio del 1900, gli scavi risalgono agli anni '80. C'è
un percorso all'aperto, ben indicato con numerazioni sul sentiero.
Abbiamo visitato una quindicina di siti, con gli scheletri ben
riordinati ma anche il paesaggio di rocce desertiche intorno è
stupendo****. Ritornati all'ingresso, abbiamo visitato il museo
paleontologico**** che ospita le balene più lunghe ritrovate e un
bel filmato di 15 minuti. La visita nel complesso dura 2 ore.
Ripartiti col fuoristrada, abbiamo attraversato alte dune per poi
discendere sulle rive del Lago Magico detto così perché cambia
colore durante il giorno e anche perché ha delle sorgenti
sotterranee. Non è un gran chè. Poco distante la Montagna
Circolare*. Dal parcheggio, con bazar e musica a tutto volume, si
sale a piedi sulla collinetta rotondeggiante per il panorama
intorno. Niente di speciale.
Qui abbiamo cambiato l'auto, lasciando il fuoristrada e ci siamo
diretti all'oasi di Baharia. Questa è la denominazione del
territorio ma il centro più importanti è Bawiti dove alle 13.30
abbiamo fatto una sosta pranzo in un cortile arredato a ristorante.
Con una nuova auto siamo andati all'hotel Kast El Bawit, veramente
molto caratteristico in stile arabo beduino. Molto caratteristica
anche la camera ma molto scadenti i servizi. Con il fuoristrada ci
siamo inerpicati per una carreggiata di montagna per raggiugere la
Casa dell'Inglese**. Si tratta di una fortificazione situata su un
costone che costituiva il punto di vedetta di un inglese durante la
dominazione. Il paesaggio intorno è veramente molto suggestivo*** e
il forte vento che spostava la sabbia, annebbiando un po' la
visuale, rendeva l'atmosfera ancora più interessante.
Scesi dalla montagna, abbiamo attraversato terreni coltivati e
immensi palmeti fino a raggiungere il Lago Salato dove abbiamo
atteso il tramonto. Il lago francamente non è un granché e il
tramonto è stato guastato dalla enorme quantità di polvere del
deserto sollevata dal vento. Abbiamo poi cenato all'hotel con le
solite cose.
28 mercoledì: lasciato l'hotel verso le 8.00, abbiamo raggiunto, nei
pressi del centro di Bawiti, il museo delle mummie d'oro****. È una
struttura in fase di completamento e per ora consiste in un'unica
stanza ove sono allineate nove incredibili mummie in teche di vetro,
ognuna dotata di una maschera rivestita d'oro. Sono state ritrovate,
assieme a molte altre, a 6 km da lì, in corso di scavi pochi anni
fa.
A breve distanza, in una spianata, sono situate le Tombe dei
Nobili****. Si scende per una ventina di metri per entrare in due
meravigliose stanze totalmente affrescate con figure e divinità di
epoca faraonica in perfetto stato di conservazione. L'altra tomba ha
caratteristiche analoghe. Qui il soffitto è sorretto da colonne
circolari. Una meraviglia. Usciti da Bawiti, una brevissima sosta al
tempo di Muftella, pochi resti solo in parte affrescati.
Le prime avvisaglie del deserto nero**** si incontrano dopo circa
1/2 ora di strada. La sabbia cambia colore diventando sempre più
nerastra, in quanto coperta da frammenti lavici di basalto, i resti
di un'antichissima eruzione vulcanica. Il cratere del vulcano Gebel
el-Zeit ha un diametro di 45 km ed è costellato di numerose piramidi
a cono dette dune nere che presentano la parte superiore di
materiale totalmente nero. Caratteristica la Piramide Divisa. Altra
caratteristica di questo territorio sono le fonti di acqua calda,
termale, nel cosiddetto villaggio beduino di El Heiz. È possibile
bagnarsi ma non sono ancora sfruttate turisticamente.
A breve distanza si sale su un'altra collina denominata Montagna di
Cristallo***, in cui il terreno è costellato di minuscoli frammenti
di quarzo che brillano alla luce del sole. L'effetto e sorprendente
e il panorama è notevole. Percorrendo le colline sabbiose, abbiamo
raggiunto un'altra località denominata Le Meraviglie di Hagavat***,
un gola con straordinari cucuzzoli di roccia a cono. Qui le carovane
dei beduini trovavano un ostacolo nel loro percorso. Ci siamo
fermati per il pranzo alla sorgente d'acqua Ain Khadra (Occhio
Verde), conosciuta dal tempo dei Romani, dove abbiamo pranzato tra
le palme, ai margini del Deserto Bianco.
Dopo pranzo abbiamo finalmente iniziato il percorso nel Deserto
Bianco****. È un'area protetta famosa per le sue surreali formazioni
calcaree bianco crema, modellate dal vento in forme di funghi,
animali e pinnacoli. Era un fondale marino risalente a 80 milioni di
anni fa. È un paesaggio estremamente suggestivo. In primis il
vecchio deserto bianco con fitte formazioni sferiche e a cono, poi
il nuovo deserto bianco con alti pinnacoli di forme assurde. Su una
di queste formazioni calcaree è cresciuto un albero denominato El
Santa che sembra non avere le radici.
Abbiamo sostato in vari punti panoramici accanto alle forme più
straordinarie: la sfinge, il fungo, la gallina. I pinnacoli si
perdono a vista d'occhio. Una lunga sosta sotto il pinnacolo del
coniglio per fotografare un magnifico tramonto. Abbiamo continuato
al buio per qualche chilometro fino al punto previsto per
l'accampamento, in uno spiazzo di sabbia tra i pinnacoli di calcare.
L'autista con un'abilità sorprendente ha allestito l'area pranzo con
angolo cottura addossata alla Jeep. Ha acceso il fuoco per scaldarci
e per la grigliata e poi ha montato due tende a igloo inserendo
materassini e sacco a pelo, con una pesante coperta di lana di
cammello. Ottima la cena perfettamente organizzata. Dopo aver
cenato, attratti dalla musica di tamburelli, abbiamo raggiunta un
altro gruppo di turisti poco lontano. Si trattava di un gruppo di
studenti sudcoreani in vacanza in Egitto. La notte non è certo stata
piacevole soprattutto a causa del materassino molto duro.
29 giovedì: ci siamo svegliati molto presto per vedere l'alba nel
deserto bianco****. Anche questi sono stati momenti estremamente
spettacolari. L'autista ha rapidamente smontato il campo riponendo
tutto il materiale sul tetto della Jeep. Dopo altri chilometri di
deserto bianco, abbiamo raggiunto la strada asfaltata dove ci
attendeva un'altra auto per proseguire il viaggio.
Abbiamo raggiunto Farafra dove abbiamo visitato la casa dell'artista
Badr**. Si tratta di un artista molto famoso in Egitto per le sue
sculture di terracotta, di ceramica, le incisioni nel legno e per i
quadri a olio.
Dopo 30 km siamo arrivati all'oasi di Dakhla, una vasta area con
vari piccoli villaggi e numerosi resti di epoca faraonica e romana.
Abbiamo visitato il Tempio del monastero della pietra*** (Deir
el-Haggar) di cui rimangono le strutture murarie decorate con
bassorilievi egizi, e le colonne. Poco distante il Cimitero romano
di Muzawaqa***. Il custode ci ha accompagnato a visitare due tombe
molto colorate. L'interno di entrambe si raggiunge senza scendere
con scale. Le stanza sono interamente affrescate con figure
raffiguranti divinità e personaggi egizi. La prima è divisa in due
parti. Nella seconda nel muro sono scavate cavità per il sarcofago.
Dopo pochi km ecco l'Antico Villaggio Islamico di Al-Qasr***,
risalente al 1600. È formato da un dedalo di vicoli, una specie di
labirinto visitabile solo con un accompagnatore. Siamo entrati nella
moschea, con cupola e minareto, nella scuola coranica che fungeva
anche da tribunale, nella sala della macinatura del grano e in
quella della spremitura delle olive, con un enorme torchio ben
conservato che viene attivato per i turisti. Il villaggio è
disabitato anche se qua e là ci sono piccole botteghe con artigiani
che vendono oggetti in terracotta, sculture di legno, cesti di
paglia. Terminata la visita, ci siamo sistemati in un hotel
suddiviso in vari padiglioni in un parco su piani diversi. Abbiamo
pranzato verso le 15.30 e poi ci siamo riposati in giardino e in
camera. Cena e notte.
30 venerdì: siamo partiti verso le 8.30 diretti a Kharga, distante
oltre 200 km. Poco prima dell'arrivo siamo stati intercettati da un
auto della polizia che ci ha accompagnato per tutte le visite dei
luoghi turistici. Abbiamo visitato per primo il Tempio di Nadura*,
poche mura residue in cima ad una collina. Un antico luogo di
vedetta d'epoca Egizia.
Molto più clamoroso è il tempio di Hibiss***, del 600 BC denominato
la piccola Karnak. Si attraversano tre successive porte fino al
tempio principale. Notevoli le fitte colonne e straordinari i
bassorilievi colorati su tutte le pareti. Abbiamo poi visitato la
necropoli di Elbagawat***. È un sito archeologico dove si possono
ammirare alcune tra le più antiche chiese paleocristiane esistenti,
che avevano ancora la forma di sinagoga. Le più belle sono la
Cappella della pace e la Cappella dell'Esodo, entrambe con pareti e
soffitto dipinti con scene bibliche dell'Antico Testamento, come il
sacrificio di Isacco o l'arca di Noè. Purtroppo il New Valley Museum
è chiuso per restauro.
Abbiamo pranzato in un locale molto modesto e popolare, peraltro
bene. L'auto della polizia ha stazionato di fronte al ristorante e,
dopo pranzo, verso le 15.30, ci ha accompagnato all'hotel Solymar
Pioneers per un pomeriggio di relax. Avremmo voluto fare una
passeggiata in centro, in realtà poco interessante perché non c'è un
bazar ma solo pochi negozi sparsi, ma abbiamo rinunciato perché
sarebbe stato necessario spostarci in auto, sempre con la polizia al
seguito. Abbiamo cenato nell'elegante ristorante dell'hotel.
31 sabato: in vista di un trasferimento di 4-5 ore d'auto, siamo
partiti dall'hotel alle 6.00. Colazione al sacco. Bei panorami
desertici lungo la strada. Abbiamo raggiunto Sohag, città sul Nilo,
rinomata per gli antichi monasteri copti, verso le 10.30. I
monasteri da visitare si trovano lontano dal centro, in un sobborgo
estremamente degradato, a ovest. Strade di terra, strette e
affollate di gente a piedi o sul somarello. Nulla di diverso da
quanto visto nel 1982, nel primo viaggio in Egitto.
Il Monastero Bianco** è stato realizzato nel 441 d.C. sui resti di
un tempio faraonico con pietre di calcare bianco. È composto dalla
Basilica, una vasta area rettangolare con i resti del colonnato e
dal Santuario, molto suggestivo, con antichi affreschi e
bassorilievi di stile ortodosso. Il cortile della Basilica non è
accessibile per restauro ma si può vedere salendo sul muretto.
A breve distanza, percorrendo i vicoli, si raggiunge il Monastero
Rosso***. Si tratta di un'area molto più vasta della precedente con
vari edifici. Attraverso una piccola porta laterale si accede alla
parte antica. Più grandioso del precedente, deve il suo nome all'uso
di mattoni rossi nella sua costruzione, avvenuta anch'essa sui resti
di un tempio egiziano. Fu costruito nello stile della Chiesa del
Santo Sepolcro di Gerusalemme, nel IV secolo d.C., e restaurato in
collaborazione con l'UNESCO nel 2017. La sua forma esterna
rettangolare, il muro esterno inclinato verso l'alto sono
caratteristici delle antiche planimetrie dei templi egizi e le
incisioni sugli architravi degli ingressi sono pure ispirate
all’epoca egizia.
Un cortile rettangolare con alte colonne costituisce la basilica. Da
un lato si accede ad una piccola chiesa detta della Vergine Maria,
mentre dall'altra si accede al santuario.
Quest'ultimo presenta una notevole ricchezza di affreschi e
bassorilievi a stile ortodosso con numerose e importanti icone. Il
restauro degli affreschi, anneriti da un incendio nel passato, è
stato realizzato dal 2002 al 2012 da restauratori italiani.
Non abbiamo visitato il Tempio Athribis, tolemaico romano, per
motivi di tempo.
Nel pomeriggio abbiamo percorso strade malridotte e poi autostrada
per ritornare al Cairo e, per motivi di traffico intenso nella
città, siamo arrivati all'hotel verso le 20.00.
Abbiamo cenato in hotel.
Domenica 1 febbraio: una levataccia alle quattro del mattino per
l'aeroporto. Regolare il viaggio di ritorno in Italia e poi a
Mirandola. |