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Abbiamo effettuato il viaggio tramite l’agenzia
THE TRAVEL EXPERT, del gruppo FRIGERIO VIAGGI, e siamo stati seguiti
da Roberta Polveraccio, la figura di riferimento che si è dimostrata
estremamente valida sia nella preparazione del viaggio che nella
gestione dei vari problemi che man mano si sono presentati mentre
eravamo in Namibia. Abbiamo scelto la formula fly and drive e
prenotato l’auto, un pick up Toyota Hilux, 4x4, con cambio
automatico, tramite l’agenzia AFRICAR DRIVER. Abbiamo utilizzato il
navigatore satellitare Osmand che si è dimostrato perfetto. Abbiamo
lasciato l’auto a Bologna, nel Garage Triunvirato.
Abbiamo percorso circa 4500 km di cui ameno 3000 di strada sterrata
a volte con un fondo discreto ma spesso con fondo estremamente
dissestato e conseguenti difficoltà nella guida. È vivamente
sconsigliato viaggiare con il buio per cui si parte in generale
verso le 07:30 per arrivare entro le 18:30.
16 martedì: lasciata l’auto nel Garage Triunvirato prenotato da
tempo, la navetta ci ha scaricato agli imbarchi dell’aeroporto di
Bologna. Abbiamo viaggiato con Lufthansa con scalo a Francoforte.
Tutto con estrema puntualità.
17 mercoledì: siamo atterrati nella capitale Windhoek alle 07:30. La
pratica per il visto, nonostante l’avessimo già pagato e ricevuto in
Italia online, è stata particolarmente lunga.
Recuperato il bagaglio, con l’aiuto di un addetto dell’agenzia
Africar, abbiamo acquistato 2 SIM da 20€ ed una presa corrente con
riduzione per le spine italiane. L’addetto ci ha portato al noleggio
auto per le pratiche assicurative, firme varie e per la conoscenza
del veicolo. Buona organizzazione. Km alla partenza: 123250.
Verso le 11:30 siamo partiti verso la prima tappa rappresentata dal
Kahalari Anib lodge, distante circa 300 km di asfalto.
Abbiamo sostato alle 14.30 a Rehoboth, un piccolo villaggio
insignificante lungo la strada e abbiamo pranzato in un ristorante
locale, Woodstock Entertainment dove ci hanno servito un’enorme
grigliata e un chicken roll con un servizio lentissimo. Siamo
arrivati al Kahalari Anib lodge alle 18, molto bello ed elegante
dove abbiamo avuto una cena a buffet abbondante.
18 giovedì: seguendo la mappa fornita in accettazione, abbiamo
deciso di effettuare un percorso a piedi. Tra i tre itinerari ad
anello di 4,5 - 6,5 - 9,5 km, abbiamo malauguratamente deciso di
fare l'ultimo. Dopo un primo avvistamento di un orice e qualche
gazzella in lontananza, non abbiamo fatto altri incontri.
Interessanti gli enormi nidi che accolgono centinaia di piccoli
uccellini come in un alveare. Sulla via del ritorno Maria Rosa è
scivolata riportando una distorsione alla caviglia sinistra. Il
ritorno a lodge è stato pertanto più difficoltoso.
Dopo un pasto frugale in camera e un breve riposo, alle 16:00 siamo
partiti per il safari drive. Abbiamo percorso diverse decine di
chilometri tra arbusti, alberi, radure con pochissimi avvistamenti.
Un gruppo di marabù, qualche mangusta, gruppi di gazzelle e gnu in
lontananza. C'era un freddo terribile sulla jeep scoperta,
nonostante l'autista abbia fornito coperte per tutti.
L'escursione si è conclusa in cima a una duna, dove gli autisti di
due Jeep avevano allestito una tavolata con aperitivi, liquori,
bibite e stuzzichini vari.
Le dune di sabbia rossa sono coperte da vegetazione per cui
risultano meno interessanti. L'obiettivo era assistere al tramonto
che è risultato un po' deludente perché il cielo era decisamente
coperto.
Cena a buffet. Durante la notte si è scatenato un temporale
estremamente violento con pioggia battente, grandine, vento
fortissimo. Nel complesso la visita al deserto del Kahalari è stata
abbastanza deludente.
19 venerdì: siamo partiti alle 7:30, ma la strada per arrivare al
cancello era allagata e abbiamo dovuto inserire le quattro ruote
motrici guidando con non poche difficoltà. Abbiamo superato
Mariental e poi abbiamo proseguito verso sud. Poco prima di
Keetmanshoop abbiamo svoltato a sinistra su una strada sterrata fino
all’ingresso di due parchi molto rinomati: la Quiver Tree Forest***
e, poco più avanti, il Giants Playground**. C’è un’unica
biglietteria per entrambi.
La prima è una vasta area caratterizzata da alberi Faretra, di
aspetto veramente straordinario. Si trovano solo in Namibia e in
Sudafrica. Il nome è dovuto al fatto che i boscimani utilizzavano
queste foglie come faretre per le loro frecce. La visita alla
foresta è molto bella. Gli alberi straordinari. Sul primo sentiero
abbiamo incontrato una famiglia di manguste con i piccoli.
La visita è durata un'ora. A quattro km da lì siamo arrivati al
cancello del Giants Playground, una vallata con rocce sovrapposte,
in bilico una contro l’altra. Purtroppo la pioggia improvvisa ha
limitato la visita a poche centinaia di metri. Il paesaggio è
comunque notevole.
Abbiamo proseguito verso Keetmanshoop dove abbiamo fatto spesa in un
grande Despar. Lungo la strada ci siamo fermati per pranzare con un
panino. Abbiamo continuato sulla B1 fino a Luderitz, circa 500 km di
asfalto con paesaggio molto scarso e un 'itinerario noioso.
Prima di Luderitz abbiamo fatto una sosta consigliata al Wild Horses
view point per osservare cavalli selvatici che abbiamo intravisto in
lontananza. Una perdita di tempo!!! Abbiamo anche fatto una breve
sosta per fotografare una casa abbandonata, indicata come
attrazione. Verso Luderitz la nebbia ha reso il paesaggio molto
suggestivo.
Siamo arrivati al nostro B&B, Kairos Cottage, sul mare verso le
18:00. Eravamo già molto infreddoliti e per di più la stanza era
priva di riscaldamento. Eravamo troppo stanchi per uscire per cui
abbiamo cenato in camera.
20 sabato: abbiamo fatto colazione alle 7:30 e siamo andati a
Kolmanskop****, la città fantasma. Nel 1908, dopo la scoperta di un
giacimento di diamanti, il villaggio è diventato un centro
estremamente organizzato, in grado di ospitare i lavoratori, le loro
famiglie, tecnici e ingegneri. Negli anni era diventato un centro
importante, dotato di scuola, di ospedale, di sale di ritrovo. Verso
il 1930, per esaurimento del giacimento, fu abbandonato e pian piano
gli edifici sono stati invasi dalla sabbia. Si è creato un ambiente
estremamente suggestivo.
Siamo arrivati alla biglietteria alle 8:00. La visita comincia con
un piccolo e interessante museo. La nebbia ha reso l’ambiente molto
affascinante per cui la visita è stata straordinaria.
Siamo ripartiti verso le 10 con destinazione Sossusvlei. Dopo 100 km
ci siamo fermati ad Aus per fare rifornimento e sgonfiare le gomme.
Durante la sosta siamo entrati in uno store un po' rustico che
vendeva alimentari, ferramenta, abbigliamento e anche souvenir.
Abbiamo preso un caffè take away che abbiamo bevuto durante il
viaggio.
Poco dopo, abbiamo deviato verso nord, lasciando l’asfalto ed
entrando in una sterrata in buone condizioni. Il viaggio è stato
piacevole grazie ad un paesaggio davvero bello, un’alternanza di
praterie e montagne, con vallate e canyon. Il bel tempo ci ha
accompagnato fino a sera. Ci siamo fermati per il picnic.
Mentre pranzavamo è passato un carretto tirato da cavalli con cinque
ragazzi che ascoltavano musica a tutto volume. Quando siamo
ripartiti l'abbiamo raggiunto e abbiamo fatto qualche foto.
In certi punti la strada era meno bella con avvallamenti e grandi
pozzanghere.
Lungo il percorso abbiamo fatto qualche avvistamento: struzzi,
orici, sciacalli, gazzelle. Abbiamo ammirato un tramonto stupendo.
Abbiamo perso un po' di tempo a fotografare perché non si poteva
resistere a tanta bellezza.
Purtroppo a Sesriem ci siamo resi conto che mancavano ancora 36 km
alla Weltvrede Guest Farm. Era già buio e abbiamo percorso gli
ultimi km stando attenti a non investire due antilopi che ci hanno
attraversato la strada. Siamo arrivati alla farm alle 19:25. Ci ha
accolto la direttrice che era molto preoccupata ed aveva telefonato
in Italia a Roberta.
Cena mezza servita e mezza a buffet, abbastanza buona. La camera era
spartana e senza riscaldamento per cui abbiamo aggiunto coperte e
dormito col maglione.
21 domenica: siamo partiti alle 6:30 con colazione al sacco per
essere a Sossulvlei**** alle 7:30 all'apertura del gate. Sbrigate le
formalità e il pagamento, abbiamo proseguito per 60 km su una strada
asfaltata, circondata da dune da entrambi i lati. Abbiamo avvistato
vari animali (struzzi, sciacalli, springbok, orici). Una giornata
bellissima con un paesaggio fantastico. Molto belle le dune 40 e 45
sulla sinistra, dove molti turisti salivano a piedi.
Siamo arrivati al parcheggio 2x4 dove abbiamo preso la navetta che,
attraverso un percorso in mezzo al fango e alla sabbia, ci ha
portato al parcheggio 4x4 dove comincia il sentiero per la Deadvlei****
lungo poco più di un km che abbiamo percorso senza difficoltà. Un
percorso alternativo è arrivarci salendo sulla Big Daddy per poi
scendere dall'altro versante.
A causa delle forti piogge e grandine dei giorni precedenti il
terreno, abitualmente bianco, era molto scuro e fangoso.
Straordinari gli antichissimi alberi pietrificati, neri e spogli che
si stagliano contro le dune. Dopo un'ora siamo ritornati al
parcheggio e la navetta ci ha riportato alla nostra auto.
Siamo quindi ritornati verso il gate facendo varie soste per
fotografare struzzi e gazzelle nei pressi della duna 45.
Prima di uscire dal parco abbiamo raggiunto, con una sterrata
disastrosa il Sesriem canyon che dal view point non ci è sembrato
particolarmente interessante. Dopo l’immancabile picnic, siamo
ripartiti verso il Weltvrede fermandoci varie volte per foto.
Abbiamo anche avvistato alcune giraffe che mangiavano le foglie di
un'acacia. Siamo arrivati al lodge verso le 16:30 e abbiamo riposato
fino all’ora di cena.
22 lunedì: alle 7:30, dopo colazione, siamo partiti verso Swakopmund.
L’itinerario prevede 360 km di sterrata spesso molto sconnessa. Dopo
circa 20 km abbiamo sostato a Solitaire**, un piccolissimo villaggio
con un bar rinomato per la torta di mele. L’area intorno al bar è
arredata con vecchissime auto d’epoca abbandonate e arrugginite.
Poco dopo si attraversa il tropico del Capricorno, segnalato da una
tabella. Foto inevitabile. Alcuni punti del percorso, in mezzo alle
montagne attraverso canyon e passi (Kuiseb Pass**), sono molto
belli. I punti panoramici sono ben segnalati.
La prima sosta è stata per vedere l’esemplare più antico di
Welwitchia Mirabilis*, una pianta che sopravvive solo qui grazie
alla nebbia. La pianta sembra abbia 1500 anni ed è considerata tra
le 8 piante più rare al mondo. E’ circondata da un’alta rete mentre
nel deserto circostante ci sono altre piante analoghe di piccole
dimensioni circondate da sassi. Dal punto di vista estetico è una
fermata perfettamente inutile, valida solo per chi ha un forte
interesse botanico.
Sul posto c'è anche un tavolo da picnic dove abbiamo pranzato.
Siamo ripartiti e dopo 30 km di sterrata disastrosa ci siamo fermati
al view point sulla Moonlandscape**. Si tratta di una vallata molto
estesa con picchi e canyon che si può ammirare dall’alto del
belvedere. La breve sosta è giustificata dalla bellezza del
panorama.
Abbiamo quindi proseguito verso Swakopmund e siamo arrivati senza
difficoltà alla Jackal Guest House, molto accogliente e comoda, con
l'ingresso e cortile privati dove parcheggiare l'auto al sicuro.
Abbiamo fatto un giro in auto verso il molo, parcheggiando sul mare
e seguendo un lungo pontile tra tantissimi cormorani, abbiamo preso
un aperitivo al rinomato ristorante Jetty 1905.
Abbiamo poi cenato al Kuki's pub. È sempre opportuno dare una
piccola mancia ad un parcheggiatore che controlli l’auto perché
nelle città c’è molta violenza e i furti sono all’ordine del giorno.
23 martedì: alle 8:30 Hannes, la guida che avevamo contattato, ci è
venuto a prendere con un fuoristrada per il tour guidato, in una
mattinata nebbiosa e triste. Ci siamo diretti subito verso
l'interno, raggiungendo la cima di una collina da cui si sarebbe
dovuto la Moonlandscape Valley che purtroppo era nascosta dalla
nebbia. Ci siamo spostati su un’altra collina a pochi chilometri, ma
anche da qua non si vedeva nulla. Lungo la strada abbiamo visto un
arcobaleno straordinariamente immerso nella nebbia.
Attraverso piste e sentieri nella boscaglia ci siamo addentrati nel
cuore del parco*** fino ad uno straordinario ristorante, Goanikontes
Restaurant, arredato in maniera molto stravagante, con annesso un
museo di minerali e lì abbiamo preso lì un ottimo caffè. I sentieri
che abbiamo percorso con la macchina erano in parte della boscaglia
e in parte in canyon molto suggestivi ed è stato un giro fantastico.
Ripresa la litoranea asfaltata verso sud siamo arrivati a Walwis Bay
una cittadina dove ci sono numerosissime aree di raccolta di sale
marino e, accanto, fabbriche per la lavorazione del sale; molto
particolari i grandi bacini d'acqua, di colore rigorosamente rosa.
Hannes ha poi deviato sulla spiaggia e da lì abbiamo cominciato un
lungo percorso sulla penisola sabbiosa, fino a raggiungere Pelican
Point****. Lungo la strada abbiamo avvistato alcuni sciacalli e,
proprio in prossimità del faro di Pelican Point, abbiamo trovato una
colonia di centinaia di otarie che al nostro avvicinamento in gran
parte sono scivolate in acqua. Al ritorno abbiamo potuto fotografare
sulla laguna numerosi fenicotteri, cormorani e altre otarie.
Ci siamo quindi diretti verso Sandwich Harbour**** percorrendo il
lungomare tra dune favolose in un ambiente molto suggestivo. Ci
siamo fermati in cima ad una duna dove Hannes ha preparato un
tavolino per un pranzo al sacco organizzato da lui. Il tour è
continuato tra le dune in un continuo saliscendi fino ad arrivare
alla fine del percorso, dove c'è l’ampia laguna di Sandwich Harbor.
In questa parte della giornata c'è stata un'alternanza tra sole e
foschia per cui le foto sono risultate molto interessanti.
Siamo rientrati alla guest House verso le 17:30 molto soddisfatti
dell'itinerario e dell’intera giornata. Abbiamo cenato al ristorante
Altstadt, consigliato da Hannes.
24 mercoledì: siamo partiti verso le 8:15 verso Mondesa che abbiamo
raggiunto in 10 minuti. È un quartiere periferico estremamente
povero dove vivono alcune migliaia di persone in condizioni di forte
degrado. All'interno del quartiere siamo andati a visitare Happydu
Village***, una scuola che accoglie, dà assistenza, pasti e
istruzione a 300 bambini del quartiere, togliendoli dalla strada e
offrendo loro la possibilità di crearsi un futuro. Nasce da un
progetto tutto italiano nato pochi anni fa da volontari e sostenuto
da una benefattrice, Renata, venuta a mancare pochi anni fa.
La direttrice della scuola e l'insegnante di musica ci hanno
accompagnato nelle classi divise per età. I bambini ci hanno accolto
con poesie, canzoni e abbracci che ci hanno commosso. Uscendo dal
villaggio abbiamo attraversato il quartiere Mondesa, un intrico di
case in lamiera dove vive gente in estrema povertà.
Seguendo la litoranea verso nord, la Skeleton Coast, abbiamo fatto
una piccolissima deviazione che ci ha permesso di vedere il relitto
del peschereccio Zelia** incagliato nei pressi della costa dal 2009.
Più a nord abbiamo raggiunto Cape Cross**** dove vive una colonia di
otarie con migliaia di esemplari sugli scogli in riva al mare. Un
percorso di passerelle consente di avvicinarsi agli animali.
Seguendo l'itinerario programmato ci siamo allontanati dalla costa
verso est, diretti a Erongo Mountains****. Lungo la strada abbiamo
attraversato un alternanza di prateria e zone montuose sempre più
belle man mano ci avvicinavamo ad Ameib Guesthouse, la nostra
destinazione.
Siamo arrivati alla reception verso le 17:00. È un magnifico lodge
immerso in un parco con tante piante esotiche e bungalow separati.
Siamo partiti subito per visitare il Bull's Party, incrociando lungo
la strada alcune giraffe. Il luogo è straordinario e spettacolare,
per la presenza di giganteschi massi rotondi in bilico sulle rocce.
Siamo tornati al lodge al tramonto. Buona cena a buffet.
25 giovedì: dopo colazione siamo ritornati nel parco per visitare
un'altra area di massi straordinari, denominata Elephant’s Head e
poi di nuovo siamo ritornati al Bull's Party per vederlo di giorno.
Non abbiamo effettuato il percorso a piedi verso i graffiti di
Philip's Cave per la salita ripida, considerando le evidenti
difficoltà alla deambulazione di Maria Rosa.
Usciti dal Lodge, attraversando bellissime montagne e canyon***,
siamo arrivati allo Spitzkoppe*** verso l'una. La sistemazione nel
bungalow tendato dello Spitzkoppe Tented Camp si è dimostrata molto
scarsa.
Ci siamo addentrati nel parco dopo avere pagato l'ingresso al gate.
La prima tappa è stata il Bushman’s Paradise dove si sale su una
ripida roccia aggrappati ad una catena per andare a vedere dei
graffiti rupestri. Abbiamo rinunciato per la difficoltà della
salita.
Abbiamo pranzato all'ombra di una enorme roccia. Al Small Bushman’s
Paradise ci sono altri graffiti che abbiamo visto stando all'estero
della recinzione. Tutta l’area è percorsa da sentieri sterrati e qua
e là si trovano piccoli spiazzi per i campeggiatori che possono
dormire in tenda anche se vi è un discreto pericolo di furti.
Abbiamo seguito vari percorsi nell'area fino alle rocce da cui si
può ammirare il Rock Bridge***, l'arco naturale. Siamo saliti sulle
rocce per vederlo da vicino e poi abbiamo raggiunto un'altra
posizione per vedere il tramonto. Siamo ritornati al ristorante del
Lodge per la cena. C'era molto freddo e ci hanno dato delle coperte
aggiuntive e una borsa dell'acqua calda (che perdeva!!).
26 venerdì: ci siamo alzati presto e, dopo colazione, abbiamo fatto
un controllo delle gomme rendendoci conto che la pressione era
bassa. Sulla strada principale abbiamo trovato una specie di
officina dove un ragazzino con un compressore guasto dopo vari
tentativi ha portato le gomme alla giusta pressione.
Abbiamo proseguito verso Twyfelfontein***, altra zona rocciosa del
Damaraland. A pochi km prima dell'arrivo, ci siamo fermati per
visitare il Damara Living Museum** dove, tra le rocce, è stato
ricostruito un piccolo villaggio Damara. Si tratta di un’attrazione
turistica a pagamento. Alcuni personaggi, con abiti in pelle secondo
tradizione, ci hanno illustrato le varie attività di una giornata
Damara concludendo con le danze tradizionali.
Terminato lo show, abbiamo proseguito fino al sito di arte rupestre
San**** (patrimonio UNESCO). Una guida ci ha accompagnato alla
scoperta dei bellissimi graffiti seguendo un percorso tra rocce e
passerelle.
Quindi ci siamo diretti al Twyfelfontein Country Lodge nei pressi
del quale siamo stati intrattenuti da un gruppo di scimpanzé. Il
lodge è straordinariamente bello, inserito in un paesaggio roccioso
fantastico. Cena nel ristorante molto caratteristico.
27 sabato: siamo partiti molto presto diretti a Opuwo** (345 km di
sterrata). Abbiamo evitato la visita alla foresta pietrificata che
avrebbe comportato una deviazione dal percorso e in effetti dalla
documentazione fotografica trovata on-line non ci è sembrata molto
interessante.
Lungo la strada per Opuwo abbiamo incontrato gruppi di struzzi e
zebre, vicinissimi alla strada. Ci siamo fermati a Palmwag per un
buon caffè espresso nel caratteristico ristorante Cactus.
Proseguendo il percorso, siamo incappati in un piccolo villaggio
Himba***. Per la modica spesa di 5€ abbiamo potuto visitarlo e
fotografare.
L’Opuwo Country Lodge, anch’esso molto caratteristico, è in cima ad
una collina ed è raggiungibile tramite una strada sterrata molto
difficoltosa. Abbiamo preso contatto con Tjingi, la guida con cui ci
eravamo accordati prima della partenza, per una visita guidata ad un
villaggio Himba ma abbiamo avuto la sgradevole sorpresa che avremmo
dovuto utilizzare la nostra auto. Ci siamo dati appuntamento in
paese al mercato per acquistare del cibo da portare al villaggio
secondo gli accordi.
Nel paese, lungo la strada principale, c'erano numerose bancherelle
e tanta gente tra cui molte donne Himba ed Herero in abiti
caratteristici. Siamo rimasti al villaggio*** un paio d'ore con la
possibilità di visitare le capanne e con interessanti spiegazioni
sulle abitudini di vita degli Himba.
Ottima cena al ristorante del lodge.
28 domenica: abbiamo dedicato la mattina a visitare Opuwo che
abbiamo trovato meno animato del giorno precedente. Abbiamo potuto
assistere alla Messa** in una chiesa cattolica. E’ stata
un’occasione molto interessante sia per l'abbigliamento delle
persone che per i canti molto ritmati.
Abbiamo superato i 200 km di sterrata fino al Galton Gate, ingresso
ovest del Parco Etosha**** dove abbiamo svolto alcune formalità,
pagato e pranzato nell'area pic nik.
Il paesaggio è un misto di prateria, cespugli e qualche acacia.
Nessun avvistamento di animali fino alla Dolomite Waterhole****,
situata ai piedi della collina del Dolomite Resort. Qui c'erano
gruppi di zebre a gazzelle. Sulla pista, a poche centinaia di metri
dal parcheggio del lodge siamo incappati in un gruppo di elefanti, a
pochi metri sul bordo della strada.
Il parcheggio è ai piedi della collina e, dopo richiesta di Maria
Rosa che è salita alla reception, una navetta è venuta a caricare i
bagagli. Gli alloggi sono palafitte molto rustiche sul bordo di
un’alta collina, da cui si domina la vallata e la pozza d’acqua dove
si raccolgono gli animali. Le stanze sono molto distanti dalla
reception e dal ristorante, per cui è necessario organizzare gli
spostamenti con l'autista della navetta per evitare un lungo
sentiero a piedi, con ripide salite e discese. Dalla collina è ben
visibile la pool e al tramonto abbiamo potuto fotografare dall’alto
alcuni elefanti. Discreta la cena.
29 lunedì: alle 6.00 siamo partiti con la jeep per un safari di tre
ore****, prenotato da casa. L'avvistamento più clamoroso è stato un
gruppo di leoni e leonesse che poltrivano al sorgere del sole. Il
driver è stato molto disponibile ad avvicinarsi il più possibile,
disponendo l’auto in controluce. Siamo rimasti oltre un'ora,
osservando gli spostamenti dei leoni. Lungo la strada del rientro ci
sono stati vari avvistamenti tra cui un branco di zebre che sembrava
non ci volessero far passare. Ritornati al lodge, dopo colazione,
siamo ripartiti per un nostro tour, indirizzandoci verso le fonti
indicate dalla mappa. Abbiamo effettuato un circuito di una trentina
di km con numerosissime soste, alcune infruttuose ma altre con scene
fantastiche: centinaia di zebre, gazzelle e orici che si
specchiavano nell'acqua fino all'arrivo di un gruppo di giraffe. Ne
abbiamo contate ben 17.
Abbiamo pranzato al sacco in un campeggio recintato e siamo
ritornati al lodge facendo altri incontri molto interessanti. Ini
particolare un folto gruppo di avvoltoi, altre zebre, gazzelle in
corsa fino all’ultima sosta alla Dolomite Waterhole che ci ha
consentito di fotografare diverse decine di elefanti con i loro
cuccioli all'abbeveratoio. Rientrai nella stanza, abbiamo avuto la
fortuna di vedere dall'alto, alla luce del tramonto, alcuni elefanti
in cammino nella savana.
30 martedì: siamo partiti verso le 7:30 dopo colazione perché il
percorso per il secondo Lodge, Okaukuejo Resort, era abbastanza
lungo, circa 200 km di sterrata, con varie fonti dove fermarci per
vedere gli animali all'abbeveratoio. Naturalmente gazzelle, zebre,
gnù e, in due occasioni, alcuni leoni sonnecchianti. Nel pomeriggio
avevamo prenotato un safari drive di tre ore, con partenza alle
15:00. Giraffe, impala ma l’incontro più suggestivo è stato con un
gruppo di elefanti presso una waterhole, alcuni dei quali
intrecciavano le proboscidi. Più avanti un rinoceronte e due kudu,
maschio e femmina e infine un gruppo di elefanti che ha attraversato
la strada lentamente per poi procedere verso di noi proprio accanto
al nostro veicolo.
Il nostro bungalow era situato a poche decine di metri da una
terrazza affacciata su una pozza illuminata durante le ore notturne.
Dalla terrazza abbiamo assistito ad un magnifico tramonto e, dopo
cena, abbiamo assistito all’arrivo di tre rinoceronti e un elefante
che si è abbeverato con la lunga proboscide.
1 luglio mercoledì: la mattinata era a nostra disposizione per
raggiungere altre pozze d’acqua. Usciti dal lodge, ci siamo diretti
a nord verso la pozza di Okondeka dove a volte si trovano leoni, ma
questa volta siamo stati sfortunati. Lo spostamento è stato
funestato da un mio “transitorio malessere”, per cui siamo ritornati
al resort. Da qui ci siamo diretti verso l’Halali Resort, seguendo
le indicazioni per strade alternative, perché il percorso diretto,
più breve, è in fase di ripristino. Ancora una volta gruppi di
elefanti ci hanno attraversato la strada, passando accanto alla
nostra auto e più avanti, numerose gazzelle, struzzi e giraffe. La
pista si è avvicinata al grande lago Etosha Pan***, una depressione
salina, molto interessante dal lato paesaggistico.
Raggiunto il resort, ci siamo sistemati nel nostro bungalow e nel
pomeriggio abbiamo effettuato il terzo safari prenotato da casa. In
questa escursione siamo stati poco fortunati. Abbiamo incontrato
qualche impala, un gruppo di manguste, vari uccelli. Il punto forte
è stato ancora una volta l’avvicinamento al lago salato con gruppi
di zebre e orici sul bianco del lago.
Siamo poi ritornati al resort per la cena e, dopo cena, abbiamo
raggiunto un terrazzo sovrastante una pozza illuminata dove si
abbeveravano alcuni rinoceronti.
2 giovedì: Abbiamo lasciato l’Halali Resort e, seguendo le varie
deviazioni, siamo ritornati al Okaukuejo, proseguendo poi verso l’Andersson
Gate per uscire dal parco. Abbiamo finalmente ritrovato l’asfalto e,
senza fare particolari incontri, se si esclude qualche famiglia di
facoceri, dopo 430 km siamo pervenuti a Windhoek. Ci siamo diretti
in centro, per effettuare qualche acquisto di artigianato come
ricordo del viaggio. Verso le 16:00 siamo arrivati al noleggio per
restituire l’auto e, dopo le pratiche del nolo, siamo stati
accompagnati all’aeroporto per l’imbarco.
3 venerdì: il volo è stato decisamente puntuale per cui siamo
atterrati a Bologna alle 8:30. La navetta del garage Triunvirato,
preventivamente avvisata, ci ha condotto alla sede dove abbiamo
recuperato l’auto e siamo rientrati senza problemi a Mirandola. |