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Sabato
8:
Siamo partiti puntuali alle 15.00 e verso le 19.30 abbiamo sostato
in un grill autostradale, 25 km prima di Lubiana. Poco traffico.
Avevamo acquistato la "vignetta" autostradale online evitando così
soste al confine. Soluzione sosta ottimale.
Domenica 9:
Entrati in Croazia, abbiamo proseguito in autostrada dove funziona
il telepass europeo. Superata Zagabria, siamo arrivati al confine
con la Serbia verso le 12.30 ma ci attendeva una lunga fila di oltre
un'ora alla dogana. In Serbia si paga al casello d'uscita. Dopo
Belgrado abbiamo lasciato l'autostrada dirigendoci verso il
Danubio, che fa da confine con la Romania. Per almeno 100 km la
strada costeggia il fiume**, offrendo scorci veramente spettacolari
in un percorso molto tortuoso. Di rilievo lungo il percorso la
fortezza di Golubac, il Dinosaur Egg, una enorme scultura a uovo, e
splendide vedute sulle gole scavate dal Danubio. Abbiamo
attraversato il Danubio superando la dogana nei pressi di Derdap
alle 19.30. Questa volta formalità più brevi. A Dobreta-Turnu
Severin ci siamo sistemati nel vasto parcheggio di un centro
commerciale (Retail Park Turnu Severin) per cenare. Notte
tranquilla.
Lunedì
10:
Il percorso del mattino è stato un'alternanza tra strade tortuose
collinari e brevi tratti di strade più veloci, talvolta a 4 corsie.
Tre ore e mezza per 257 km, attraverso Craiova fino a Buzescu,
il villaggio con le sontuose ville dei Gipsy, zingari, la prima
tappa del viaggio. Un paese di 4000 abitanti, di etnia Kalderash, il
clan dei ramai, che si sono arricchiti nel secolo scorso con questa
attività e hanno costruito ville gigantesche e sontuose, di gusto
estremamente kitch, dove tutto è portato all’esagerazione. Tetti in
zinco e rame, statue raffiguranti gnomi, animali, scale piastrellate
in marmo, finestre dalle vetrate variopinte. Il villaggio è
attraversato da un'unica strada sulla quale si affacciano le ville e
poche vie laterali spesso sterrate. Abbiamo pranzato in una di
queste. Al centro del villaggio una chiesa ortodossa con il tetto di
zinco luccicante al sole, rigorosamente chiusa. Altri 90 km ci hanno
condotto a Bucarest dove abbiamo sostato nel campeggio
Belvedere, situato in un'area molto periferica, circondata da
graziosi laghetti, a 18 km dal centro. Un aperitivo sotto la veranda
e una gradevole cena.
Martedì
11:
Per raggiungere il centro abbiamo prenotato un taxi con Uber. Verso
le 11 siamo scesi al Palazzo del Parlamento (Casa Poporului) e
abbiamo prenotato una visita guidata per le 15:30, tenendo conto che
il palazzo chiude alle ore 17:00. A piedi, attraversato il fiume
Dambovita, ci siamo spostati nel vicino, si fa per dire, quartiere
Lipscani**, la parte più antica di Bucarest. È un quartiere
chiuso al traffico con ristoranti e ritrovi caratteristici. Molto
bella la piccola chiesa ortodossa*** annessa al monastero
Stavropoleos. A breve distanza si trova il Museo del Comunismo**,
dove attraverso pannelli, fotografie, oggetti viene raccontata la
storia del regime comunista in Romania fino alla morte di Ceusescu.
Dopo la
sosta per il pranzo in un ristorante caratteristico, abbiamo
visitato la chiesa di San Giorgio**, circondata da un parco e con
splendidi affreschi di stile bizantino all'interno. Di qui a piedi
con molta fatica per il gran caldo siamo ritornati al Parlamento, in
tempo per la visita guidata. Si visitano alcune sale enormi con
colonne di marmo, grandi lampadari, vetrate, tappeti e poche
suppellettili. Nulla di veramente caratteristico, condito da
interminabili e noiosissime spiegazioni della guida che ci
accompagnava. Una visita da evitare.
Con il
taxi di Uber, in mezz'ora siamo arrivati alla Cattedrale Patriarcale
dei Santi Costantino ed Elena***, la chiesa ortodossa più famosa di
Bucarest. Una breve viale alberato conduce sulla sommità di una
collina dove sorge un complesso che include il Palazzo del
Patriarcato, la residenza patriarcale e la Torre campanaria.
Edificata nel XVII secolo, colpisce per la facciata neoclassica con
portico colonnato e per gli interni ricchi di icone, mosaici,
affreschi bizantini e uno splendido altare dorato. Era in corso una
cerimonia religiosa con canti polifonici. Servendoci ancora una
volta di Uber siamo ritornati al campeggio e ci siamo sistemati per
la cena. NB la vignetta in Romania è obbligatoria su tutte le strade
del paese.
Mercoledì 12:
Ci siamo diretti verso il confine con la Bulgaria che abbiamo
attraversato senza nessuna formalità nei pressi di Giurgiu. Avevamo
acquistato la vignetta autostradale on-line. La prima tappa è stata
la visita alle chiese rupestri di Ivanovo****, a 20 km
a sud di Ruse. Attraverso una stretta strada asfaltata nel bosco si
raggiunge un piccolo parcheggio e da lì si sale con una ripida
scalinata nel bosco fino alle chiese rupestri, patrimonio UNESCO. Si
tratta di grotte splendidamente affrescate dove vivevano eremiti. Un
luogo suggestivo, ricco di storia e spiritualità. Il panorama è
spettacolare e l'unica grotta visitabile colpisce per i suoi
affreschi e l'atmosfera particolare. Il custode fornisce uno
stampato con le descrizioni in italiano ed è disponibile a fornire
ulteriori spiegazioni. Un breve sentiero conduce a un punto
panoramico fantastico.
Abbiamo
pranzato nel parcheggio all'ombra e, dopo un percorso di un
centinaio di km., attraversando coltivazioni di girasoli a perdita
d'occhio, abbiamo raggiunto le tombe tracie di Svestari***
(UNESCO). Alle 16.30 è iniziata la visita guidata con un
accompagnatore veramente competente. Si visitano tre tombe ma la
prima è la più ricca e completa. Scoperta nel 1982 si ritiene sia
stata costruita nella prima metà del III secolo a.C. e comprende un
ingresso che conduce a tre stanze: un'anticamera, una camera
laterale e la camera funeraria. L'ingresso è riccamente decorato con
rosette e teste di bue ornate da ghirlande e quasi tutta la tomba è
costellata di vari disegni di animali e altre forme. Si ritiene che
questo fosse il luogo di sepoltura del re della tribù dei Geti. Sono
stati rinvenuti due letti di pietra, resti umani e offerte
funerarie, e le analisi hanno dimostrato che le ossa appartengono a
tre persone. Nella camera principale, tre pareti sono costruite come
un colonnato di 10 donne con le mani alzate, come a sostenere il
soffitto, note come cariatidi. Indossano vesti con i bordi rialzati,
che ricordano la coppa di un fiore. Alcune vetrine contengono
oggetti ritrovati nelle tombe. Le altre due tombe, a breve distanza,
sono meno interessanti.
Altri 65
km ci hanno condotto a Shumen, città insignificante se si
eccettua il Monumento ai Fondatori dello Stato Bulgaro****,
realizzato nel 1981, in memoria della fondazione dello stato bulgaro
avvenuta 1300 anni prima. Situato in cima ad una collina, è un
grande complesso di gigantesche statue che raffigurano soldati,
cavalli, eroi, guerrieri in combattimento all'interno di una
struttura architettonica in stile brutalista. Si raggiunge senza
alcun problema con il camper percorrendo una larga strada in salita
nel bosco ed è possibile trascorrere la notte nel grande parcheggio
nei pressi di un ristorante e dell'Osservatorio astronomico. In
alternativa si possono salire i 1300 gradini dalla città. Dal
parcheggio, 400 mt separano dal monumento. L'ingresso è a pagamento
ma essendo arrivati alle 18:30, con biglietteria chiusa, siamo
entrati senza pagare. Le luci del tramonto hanno reso i giganteschi
guerrieri e gli enormi pannelli di mosaici dorati ancora più
suggestivi. Dai terrazzamenti si gode la veduta della città
sottostante. Una visita indimenticabile. Abbiamo cenato e dormito in
tranquillità nel parcheggio.
Giovedì
13:
Ci siamo svegliati con una giornata uggiosa e una fastidiosa
pioggerellina. In quasi due ore siamo arrivati a Madara, un piccolo
villaggio nei pressi del quale si trova la famosa Roccia del
Cavaliere di Madara** (sito UNESCO). È possibile parcheggiare
nei pressi della biglietteria oppure ad un centinaio di metri prima,
in una piccola area sterrata. Una scalinata di 300 gradini nel bosco
conduce alla roccia, dove si può ammirare il grande bassorilievo
scolpito nella montagna raffigurante un cavaliere che uccide un
leone. Risale all'ottavo secolo ed è un simbolo della potenza del
popolo bulgaro. Il sentiero prosegue verso destra fino alle cave.
Sono alcune grotte nelle quali sono stati ritrovati oggetti
risalenti al neolitico. Molto suggestiva una piccola cappella con
icone religiose e numerosi pro voto. Questa breve deviazione non va
assolutamente trascurata. Di qui il sentiero nel bosco conduce al
parcheggio.
Dopo aver
pranzato ci siamo diretti verso est e in un'ora siamo approdati a
Pobiti Kamani***, la foresta di pietra. C'è un parcheggio dove
ci hanno consigliato di non lasciare oggetti importanti nel camper.
Pagato un piccolo ticket, abbiamo esplorato questa straordinaria
area caratterizzata da colonne di pietra di diversa altezza, cave
all'interno. L'origine non è ben definita. Forse l'area era occupata
dal mare e quindi le colonne sono quello che è rimasto di un fondale
marino. Un'altra ipotesi è che si siano formate in seguito
all'erosione da parte di agenti atmosferici. La visita è stata
funestata da una fastidiosa pioggerellina, ma è stata veramente
molto interessante.
Varna
è il più importante porto commerciale sul Mar Morto. In città non
abbiamo trovato una sistemazione per il camper per cui abbiamo
optato per il campeggio Laguna, situato a 18 km a nord, direttamente
sul mare. Le piazzole, molto precarie, sono situate a destra e a
sinistra di una sterrata stretta e piena di buche, in ripida
discesa. Abbiamo scelto una piazzola vicino alla spiaggia e al
ristorante, sistemandoci alla bene meglio. Da segnalare che un
campeggio così squallido è costato ben 35 euro. Abbiamo trascorso il
resto del pomeriggio in spiaggia e cenato discretamente al
ristorante, vista mare.
Venerdì
14:
Abbiamo rinunciato alla visita di Varna che in realtà presenta come
unica attrazione un bel museo archeologico non raggiungibile in
camper perché privo di parcheggio adeguato. Attraversando il centro
storico abbiamo notato che la città è dotata di numerosi parchi e
zone pedonali molto ordinate. Abbiamo preferito proseguire lungo la
costa fino a Nesebar. I 110 km previsti hanno richiesto oltre
due ore perché nei pressi della città abbiamo incontrato file
interminabili di auto. Ci siamo sistemati nel Nomad Camp Ravda, 5 km
più a sud della città. Il campeggio è accogliente, ordinato ma le
piazzole sono minuscole e i camper sono decisamente ammassati. Per
fortuna enormi alberi creano una piacevole ombra durante tutta la
giornata. Servizi in quantità estremamente modesta, due bagni e due
docce in tutto. Prezzo esagerato: 55 euro. Siamo scesi in spiaggia
in una bella giornata di sole ed è stato possibile fare il bagno nel
mare molto mosso.
Dopo
pranzo con lo scooter abbiamo percorso 5 km fino al centro storico
di Nesebar****, situato su un'isola (patrimonio UNESCO). È un’isola
completamente chiusa al traffico, collegata con un ponte. Si tratta
di un dedalo di vicoli con edifici in stile Ottomano, simili a
quelli che già avevamo visto in Albania. Purtroppo la maggior parte
delle vie sono occupate da negozietti di oggetti balneari, di
abbigliamento e di souvenir per turisti.
È
caratterizzato da numerose chiese storiche, che risalgono al
Medioevo e si distinguono per la loro caratteristica architettura in
mattoni e pietra. Da visitare, con un biglietto combinato, la Chiesa
di Cristo Pantocratore, la Chiesa di San Giovanni Battista, la
chiesa degli arcangeli Michele e Gabriele nelle quali gli antichi
affreschi non sono sulle pareti ma sono esposti su supporti, come in
un museo. La chiesa di Santo Stefano**** compresa nella
combinazione ha invece un interno interamente affrescato. È
sicuramente la più affascinante. La Chiesa di Santa Sofia** è al
centro della città ed è senza tetto.
Passeggiando per le strade acciottolate, si possono ammirare le case
tradizionali con il piano terra in pietra e i piani superiori in
legno, diventate un simbolo di Nesebar. Il centro storico vanta
anche un antico anfiteatro situato proprio in riva al mare, i resti
delle antiche mura difensive e la storica Porta della
Città. Ritornati al camper, siamo andati a cena al ristorante
annesso al campeggio affacciato direttamente sul mare. Un'ottima
cena a base di pesce e come dessert la cheesecake di San Sebastian.
Sabato
15:
Un lungo percorso di 250 km in 3 ore e mezza ci ha portato a
Veliko Tarnovo***, antica capitale della Bulgaria dal 1100 al
1300, patrimonio UNESCO. Ci siamo sistemati in una comoda area
camper custodita, ai piedi della città al costo di 14 euro per
notte.
La città è
dominata dal castello Tsarevets***, circondato dalle mura, che sorge
in cima ad una collina. Ci sono due centri storici discretamente
distanti l'uno dall'altro per cui abbiamo utilizzato lo scooter per
la visita. Nel quartiere est, ai piedi del castello, la chiesa di
San Pietro e Paolo non è visitabile perché pericolante. Poco
distante la chiesa dei Quaranta Martiri**, con un bel interno. Nella
piazza Tsar Asen c'è la biglietteria per la salita al castello. Al
centro della fortezza, nel punto più alto, si trova la Cattedrale
della Ascensione***. L'interno è affrescato in stile moderno con
rappresentazione di figure religiose alternate a guerrieri che
provengono dalle guerre che la Bulgaria ha effettuato nei secoli. Un
interno veramente insolito. Molto bello il panorama dalla collina
che ripaga la faticosa salita.
Ritornati
al camper abbiamo cenato e verso le 20:30 siamo risaliti a piedi per
un sentiero fino alla piazza Tsar Asen per assistere allo spettacolo
di suoni e luci che si svolge alle 21 ogni sabato. Per una trentina
di minuti le Mura, La Fortezza e la Cattedrale vengono illuminate da
riflettori con colorazioni sempre diverse. Dalla piazza non si
percepisce la musica. Uno spettacolo abbastanza deludente. Ritornati
al camper, verso le 23:30 lo spettacolo si è ripetuto e in questo
caso la musica era ben percepibile.
Domenica 16:
Avevamo lasciato lo scooter ben chiuso all’ ingresso dell'area
camper perché il parcheggiatore non aveva voluto, nella sua
stupidità, sollevare la sbarra. Siamo ritornati in centro e abbiamo
visitato la Cattedrale della Natività di Maria**, situata sulla
strada principale e raggiungibile dopo alcuni gradini. Bello
l'interno con molti fedeli in raccoglimento. Superata la piazzetta
centrale e parcheggiato, ci siamo inoltrati tra le stradine in
ciottolato con case caratteristiche fino alla chiesa di San
Nicola**, con un interno semplice. Siamo scesi sulla strada
principale dove abbiamo visitato un edificio storico caratteristico,
l'abitazione di un ricco mercante, che ora accoglie al piano terra
un ristorante e al primo piano una mostra di tappeti: Khan Hadji
Nikoli Gallery Museum*. La rinomata Casa della Scimmia è stata
davvero una delusione. Abbiamo raggiunto la Chiesa dei Santi
Costantino ed Elena, chiusa perché pericolante.
Recuperato
il camper, ci siamo spostati ad Arbanasi****, un villaggio
molto caratteristico e rinomato. Abbiamo trovato una sistemazione
per il camper proprio in centro e a piedi abbiamo passeggiato
visitando varie chiese. Attraverso un piccolo parco siamo arrivati
alla chiesa dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele****, molto
semplice, costituita da due stanze collegate da una porta, con
affreschi meravigliosi alle pareti e sulla volta. Un breve percorso
a piedi ci ha portato alla Chiesa della Natività di Cristo****,
anche questa molto piccola ma con affreschi splendidi. Poco distante
la chiesa di San Giorgio**, con affreschi molto belli sulle pareti
ma incompleti. Abbiamo concluso con la visita al monastero di San
Nicola Taumaturgico**, al centro di un bel giardino, con un discreto
interno, non straordinario. Abbiamo pranzato alla Mehana Izvora, un
ristorante bulgaro caratteristico in un bel parco purtroppo
sistemati in un tavolo al sole. Incredibile la carne alla griglia
montata su un tridente.
Nel
pomeriggio in circa mezz'ora siamo arrivati al monastero della Santa
Trasfigurazione di Dio****, situato al termine di una strada
tortuosa è un po' stretta ma asfaltata. Siamo riusciti a
parcheggiare in un piccolo piazzale e ammirare gli affreschi sulle
pareti esterne del monastero e i meravigliosi affreschi all'interno.
Più a sud,
ad una quarantina di chilometri, si trova il monastero di Dryanovo**,
preceduto da un ampio e comodo parcheggio. L'ingresso del monastero
è un po' deludente perché fortemente turisticizzato con un
ristorante e vari negozietti di souvenir. L'interno della chiesa è
discreto ma non splendido. Nel parco c'è una costruzione che
commemora un’eroica battaglia combattuta alla fine dell'Ottocento
contro gli ottomani. Poco distante un sentiero porta ad una grotta,
ma non l'abbiamo visitata. Abbiamo dormito tranquillamente nel
parcheggio gratuito.
Lunedì
17:
Il museo etnografico all'aperto di Etar** è una ricostruzione di
edifici storici della Bulgaria, adibiti in passato a varie attività
lavorative. Si trova il laboratorio del fabbro, il forno del
panettiere, un mulino, l'atelier dello scultore e così via. Le case
sorgono lungo un ruscello in una bella ambientazione naturalistica.
Qua e là si incontrano personaggi in costume che sono di poco aiuto
per i turisti perché principalmente attaccati al loro cellulare. La
visita richiede un paio d'ore.
In un'ora
abbiamo percorso 45 km per arrivare a Kazanlak dove si trova
una famosa tomba tracia** (patrimonio UNESCO). Ci siamo sistemati in
un comodo parcheggio nei pressi dell'area archeologica. La tomba
tracia originale, risalente al IV secolo a.C., è chiusa al pubblico,
per poter mantenere il giusto microclima, per cui, a poche decine di
metri, è stata costruita una tomba perfettamente identica a
disposizione dei visitatori. È costituita da un breve corridoio che
si apre in una stanza affrescata con un soffitto a cupola.
Abbiamo
pranzato nel parcheggio e nel pomeriggio, dopo un paio d'ore di
guida, siamo approdati al Camping Glamping Alliance**** di
Plovdiv, una sistemazione davvero fantastica. Il campeggio è
dotato di piazzole ampie, divise da un'alta siepe, ognuna con la
corrente e l’acqua. Da un lato c'è una piccola piscina di struttura
molto originale. I bagni e i servizi sono molto curati e pertanto
pulitissimi. Il tutto per 28 euro. Abbiamo trascorso il resto del
pomeriggio in piscina.
Martedì
18:
Usciti dal campeggio, abbiamo potuto lasciare il camper nel
prospiciente parcheggio custodito e con lo scooter abbiamo percorso
6 km per arrivare nel centro storico di Plovdiv****. Si tratta di
una vasta area sostanzialmente pedonale su una piccola collina dove
sono dislocate qua e là antiche abitazioni di ricchi personaggi del
passato, visitabili come museo. Nella prima abitazione, la Casa
museo Hindylian***, la più bella, abbiamo fatto un biglietto
cumulativo che ad un prezzo ridotto ha permesso di visitare cinque
edifici. Le abitazioni sono su due piani, perfettamente arredate con
affreschi stupendi alle pareti, bei tappeti e soffitti di legno
intarsiato. Abbiamo visitato la Casa di Balabanov, la casa of
Nedkovich, l'antica farmacia***, la Klianti House**, una delle più
antiche. Abbiamo visitato anche la chiesa ortodossa di Santa Nedelya**,
circondato dalle mura, di struttura antica ma riedificata
nell'ottocento. La chiesa di San Demetrio non è visitabile. Nello
stesso quartiere dalla strada si può ammirare il teatro romano di
Filippopoli***. Ci siamo poi spostati nel vicino quartiere Kapana,
chiuso al traffico, dove abbiamo pranzato. Il centro storico di
Plovdiv è concentrato in un'area estremamente ristretta e
percorribile solo a piedi con distanze veramente minime tra
un'attrazione e l'altra.
Ritornati
al camper e sistemato lo scooter nel gavone siamo ripartiti verso il
famoso Monastero di Bačkovo****, considerato il secondo
monastero più importante della Bulgaria. Si trova a una cinquantina
di chilometri a sud-est della città. Ci siamo sistemati in un enorme
parcheggio a pagamento e abbiamo percorso uno stradello in salita,
tra due file di bancarelle e negozietti. Un grande portale delimita
la zona delle bancarelle e in un centinaio di metri si accede
all'ingresso del monastero. In realtà c'è un parcheggio grande molto
vicino, più conveniente. La struttura architettonica dell'esterno è
affascinante ma il punto di forza è l'interno della chiesa
interamente affrescato e dominato da un enorme lampadario dorato
circondato da un'ampia corona pure dorata entrambi appesi al
soffitto. Si rimane veramente senza parole.
Altri 150
km, in parte di montagna e in parte di autostrada, ci hanno portato,
in due ore, all'area camper di Sofia: Paid parking lot -
Struga Street. È un vasto parcheggio per auto, pullman e camper
situato nei pressi della stazione centrale. Con un po' di fortuna si
può disporre di un attacco elettrico ed è possibile caricare acqua e
vuotare le acque nere in un gabinetto mobile veramente indecente.
€15. Attenzione perché l'ingresso si trova sulla strada percorsa
delle rotaie del tram ed è facilissimo da trovare, mentre Google
Maps indica un ingresso totalmente inesistente dall'altro lato. Il
punto di forza del parcheggio è rappresentato dall'estrema vicinanza
con la metropolitana, 200 m.
Mercoledì 19:
Con la metropolitana, 0,80€, dopo due fermate, siamo scesi nel
centro storico di Sofia dove, in un paio di chilometri si raccolgono
le principali attrazioni della città. All'esterno della fermata di
Serdika si trova la chiesetta di San Pietro*, del 1400, una delle
chiese più antiche di Sofia, non visitabile all'interno. Accanto è
possibile visitare i resti dell’antica Serdica (il nome romano di
Sofia). Sono stati riportati alla luce durante i lavori per la
metropolitana e il risultato è un museo a cielo aperto** integrato
perfettamente nella città moderna. È possibile anche visitare il
museo coperto, con ingresso a pagamento. La Moschea Banya Bashi* è
situata a 100 metri nei pressi di un parco con una grande fontana.
Abbiamo visitato anche l'interno, niente di speciale.
Attraversata la strada, dopo due traverse, ecco la Sinagoga di
Sofia, non visitabile perché in restauro. Nei pressi c'è anche la
Concattedrale di San Giuseppe, con l'architettura moderna che non
abbiamo visitato. La Cattedrale ortodossa di Santa Nedelya*** (Santa
Domenica) colpisce fin dall'esterno con la sua imponente
architettura bizantina e le sue grandi cupole. L'interno è maestoso,
completamente decorato con affreschi magnifici che lasciano senza
fiato. La statua di Santa Sofia** è alta 24 metri, si erge nel punto
dove un tempo si trovava la statua di Lenin. Regge una corona
d'alloro (vittoria/pace) in una mano e una civetta (saggezza)
sull'altra spalla.
Accanto
alla chiesa ortodossa vi è il palazzo presidenziale e, nel chiostro,
si trova un altro importante monumento di Sofia, la Rotonda di San
Giorgio**. È il monumento paleocristiano più antico di Sofia
(risale al IV secolo) ed è circondata dai resti di altri edifici
romani. È spesso chiusa. Un breve tratto porta alla chiesa ortodossa
russa di San Nicola**, nel verde di un piccolo parco, con un
bellissimo esterno di cupole dorate. Proseguendo a piedi ecco la
grande piazza che conduce alla Cattedrale. Sul lato sinistro della
piazza non bisogna perdere la piccola basilica di Santa Sofia**, un
edificio antico in mattoni faccia a vista con un interno
tradizionale ma soprattutto con una cripta visitabile (a pagamento)
che conserva i resti dell'antica chiesa** e le catacombe delle prime
comunità cristiane. La Cattedrale di Aleksandr Nevskij*** presenta
una splendida struttura architettonica esterna con numerose cupole
verdi e un interno molto affascinante con soffitti altissimi e
pareti e cupole affrescate. Di fianco all'ingresso abbiamo visitato
la cripta che contiene il museo delle icone*, uno dei più importanti
d'Europa. Nei pressi abbiamo visitato anche il Giardino Knyazheska*,
il giardino celebrativo dell'armata rossa con alcune interessanti
statue di soldati e civili in bronzo.
Ripresa la
metropolitana siamo tornati al camper per il pranzo e un breve
riposo. Nel pomeriggio ci siamo diretti al famoso monastero di
Rila****, distante poco più di 100 km. Il percorso è in gran
parte autostradale ma Google consiglia un'uscita verso Rila che
porta su una strada di montagna molto stretta, piena di curve e di
grande disagio. È preferibile uscire allo svincolo successivo,
distante pochi chilometri perché da lì la strada verso Rila è
ottima. All'ingresso del monastero c'è un piccolo parcheggio dove
abitualmente si sistemano auto e camper ma il parcheggiatore
pretendeva il pagamento di due giornate, l'odierna e il giorno
successivo visto che si rimaneva di notte. Visto l'elevata cifra
richiesta, 26 euro senza nessun servizio, abbiamo preferito
ritornare sulla strada principale e fermarci in uno spazio
abbastanza grande, gratuito, un po' in pendenza, un centinaio di
metri prima.
Giovedì
20:
Il monastero apre alle 6:30 e noi abbiamo cominciato la visita verso
le 7:30 per anticipare il ritorno a casa. La struttura
architettonica è davvero spettacolare, molto vasta, con edifici a
più piani e la chiesa al centro. Le pareti esterne sono
completamente affrescate. L'interno è straordinario, con grandi
affreschi, lampadari, icone dorate ed una stupenda iconostasi, ma
non si può fotografare e i controlli sono molto accurati. Purtroppo
l'interno non è ben illuminato per cui gli affreschi situati più in
alto nelle pareti non sono ben evidenti e questo è un grande limite.
Nel chiostro c'è anche un museo che non abbiamo visitato, dato il
costo di ingresso molto elevato, 12 euro. La visita ha richiesto
un'ora e mezza dopodiché siamo ripartiti verso l'Italia.
Un lungo
tratto autostradale ci ha condotto alla dogana con la Serbia dove ci
attendeva una fila che ha richiesto un'ora e mezza di attesa. Dopo
pranzo abbiamo ripreso il viaggio e attraversato tutta la Serbia
senza difficoltà fino al confine con la Croazia. In questo caso
l'attraversamento ha richiesto ben due ore e mezza con auto
incolonnate e molto ammassate. Ci siamo fermati al primo grill in
Croazia giusto per cenare e per la notte.
Venerdì
21:
Abbiamo ripreso il viaggio alle 7:00 del mattino e l'attraversamento
della Croazia è stato rallentato da numerosissimi lavori in corso.
Abbiamo attraversato il confine a Gorizia ma ancora una volta lavori
in corso hanno richiesto tempi lunghi. Nei pressi di Venezia
improvvise bombe d'acqua hanno allagato parte dell'autostrada con
conseguente notevole rallentamento del traffico. Le cose finalmente
sono andate meglio dopo Padova e siamo riusciti ad arrivare a
Mirandola alle 18:30. Abbiamo percorso 4700 Km. |