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BULGARIA ROMANIA 2026

8 – 21 agosto, in camper

ROMANIA: Buzescu – Bucarest; BULGARIA: Ivanovo – Svestari – Shumen – Madara - Pobiti Kamani - Varna – Nesebar - Veliko Tarnovo – Arbanasi – Dryanovo – Etar - Kazanlak – Plovdiv – Bačkovo – Sofia - Rila

 
 
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Sabato 8: Siamo partiti puntuali alle 15.00 e verso le 19.30 abbiamo sostato in un grill autostradale, 25 km prima di Lubiana. Poco traffico. Avevamo acquistato la "vignetta" autostradale online evitando così soste al confine. Soluzione sosta ottimale.

Domenica 9: Entrati in Croazia, abbiamo proseguito in autostrada dove funziona il telepass europeo. Superata Zagabria, siamo arrivati al confine con la Serbia verso le 12.30 ma ci attendeva una lunga fila di oltre un'ora alla dogana. In Serbia si paga al casello d'uscita. Dopo Belgrado abbiamo lasciato l'autostrada dirigendoci verso il Danubio, che fa da confine con la Romania. Per almeno 100 km la strada costeggia il fiume**, offrendo scorci veramente spettacolari in un percorso molto tortuoso. Di rilievo lungo il percorso la fortezza di Golubac, il Dinosaur Egg, una enorme scultura a uovo, e splendide vedute sulle gole scavate dal Danubio. Abbiamo attraversato il Danubio superando la dogana nei pressi di Derdap alle 19.30. Questa volta formalità più brevi. A Dobreta-Turnu Severin ci siamo sistemati nel vasto parcheggio di un centro commerciale (Retail Park Turnu Severin) per cenare. Notte tranquilla.

Lunedì 10: Il percorso del mattino è stato un'alternanza tra strade tortuose collinari e brevi tratti di strade più veloci, talvolta a 4 corsie. Tre ore e mezza per 257 km, attraverso Craiova fino a Buzescu, il villaggio con le sontuose ville dei Gipsy, zingari, la prima tappa del viaggio. Un paese di 4000 abitanti, di etnia Kalderash, il clan dei ramai, che si sono arricchiti nel secolo scorso con questa attività e hanno costruito ville gigantesche e sontuose, di gusto estremamente kitch, dove tutto è portato all’esagerazione. Tetti in zinco e rame, statue raffiguranti gnomi, animali, scale piastrellate in marmo, finestre dalle vetrate variopinte. Il villaggio è attraversato da un'unica strada sulla quale si affacciano le ville e poche vie laterali spesso sterrate. Abbiamo pranzato in una di queste. Al centro del villaggio una chiesa ortodossa con il tetto di zinco luccicante al sole, rigorosamente chiusa. Altri 90 km ci hanno condotto a Bucarest dove abbiamo sostato nel campeggio Belvedere, situato in un'area molto periferica, circondata da graziosi laghetti, a 18 km dal centro. Un aperitivo sotto la veranda e una gradevole cena.

Martedì 11: Per raggiungere il centro abbiamo prenotato un taxi con Uber. Verso le 11 siamo scesi al Palazzo del Parlamento (Casa Poporului) e abbiamo prenotato una visita guidata per le 15:30, tenendo conto che il palazzo chiude alle ore 17:00. A piedi, attraversato il fiume Dambovita, ci siamo spostati nel vicino, si fa per dire, quartiere Lipscani**, la parte più antica di Bucarest. È un quartiere chiuso al traffico con ristoranti e ritrovi caratteristici. Molto bella la piccola chiesa ortodossa*** annessa al monastero Stavropoleos. A breve distanza si trova il Museo del Comunismo**, dove attraverso pannelli, fotografie, oggetti viene raccontata la storia del regime comunista in Romania fino alla morte di Ceusescu. 

Dopo la sosta per il pranzo in un ristorante caratteristico, abbiamo visitato la chiesa di San Giorgio**, circondata da un parco e con splendidi affreschi di stile bizantino all'interno. Di qui a piedi con molta fatica per il gran caldo siamo ritornati al Parlamento, in tempo per la visita guidata. Si visitano alcune sale enormi con colonne di marmo, grandi lampadari, vetrate, tappeti e poche suppellettili. Nulla di veramente caratteristico, condito da interminabili e noiosissime spiegazioni della guida che ci accompagnava. Una visita da evitare.

Con il taxi di Uber, in mezz'ora siamo arrivati alla Cattedrale Patriarcale dei Santi Costantino ed Elena***, la chiesa ortodossa più famosa di Bucarest. Una breve viale alberato conduce sulla sommità di una collina dove sorge un complesso che include il Palazzo del Patriarcato, la residenza patriarcale e la Torre campanaria. Edificata nel XVII secolo, colpisce per la facciata neoclassica con portico colonnato e per gli interni ricchi di icone, mosaici, affreschi bizantini e uno splendido altare dorato. Era in corso una cerimonia religiosa con canti polifonici. Servendoci ancora una volta di Uber siamo ritornati al campeggio e ci siamo sistemati per la cena. NB la vignetta in Romania è obbligatoria su tutte le strade del paese.

Mercoledì 12: Ci siamo diretti verso il confine con la Bulgaria che abbiamo attraversato senza nessuna formalità nei pressi di Giurgiu. Avevamo acquistato la vignetta autostradale on-line. La prima tappa è stata la visita alle chiese rupestri di Ivanovo****, a 20 km a sud di Ruse. Attraverso una stretta strada asfaltata nel bosco si raggiunge un piccolo parcheggio e da lì si sale con una ripida scalinata nel bosco fino alle chiese rupestri, patrimonio UNESCO. Si tratta di grotte splendidamente affrescate dove vivevano eremiti. Un luogo suggestivo, ricco di storia e spiritualità. Il panorama è spettacolare e l'unica grotta visitabile colpisce per i suoi affreschi e l'atmosfera particolare. Il custode fornisce uno stampato con le descrizioni in italiano ed è disponibile a fornire ulteriori spiegazioni. Un breve sentiero conduce a un punto panoramico fantastico.

Abbiamo pranzato nel parcheggio all'ombra e, dopo un percorso di un centinaio di km., attraversando coltivazioni di girasoli a perdita d'occhio, abbiamo raggiunto le tombe tracie di Svestari*** (UNESCO). Alle 16.30 è iniziata la visita guidata con un accompagnatore veramente competente. Si visitano tre tombe ma la prima è la più ricca e completa. Scoperta nel 1982 si ritiene sia stata costruita nella prima metà del III secolo a.C. e comprende un ingresso che conduce a tre stanze: un'anticamera, una camera laterale e la camera funeraria. L'ingresso è riccamente decorato con rosette e teste di bue ornate da ghirlande e quasi tutta la tomba è costellata di vari disegni di animali e altre forme. Si ritiene che questo fosse il luogo di sepoltura del re della tribù dei Geti. Sono stati rinvenuti due letti di pietra, resti umani e offerte funerarie, e le analisi hanno dimostrato che le ossa appartengono a tre persone. Nella camera principale, tre pareti sono costruite come un colonnato di 10 donne con le mani alzate, come a sostenere il soffitto, note come cariatidi. Indossano vesti con i bordi rialzati, che ricordano la coppa di un fiore. Alcune vetrine contengono oggetti ritrovati nelle tombe. Le altre due tombe, a breve distanza, sono meno interessanti.

Altri 65 km ci hanno condotto a Shumen, città insignificante se si eccettua il Monumento ai Fondatori dello Stato Bulgaro****, realizzato nel 1981, in memoria della fondazione dello stato bulgaro avvenuta 1300 anni prima. Situato in cima ad una collina, è un grande complesso di gigantesche statue che raffigurano soldati, cavalli, eroi, guerrieri in combattimento all'interno di una struttura architettonica in stile brutalista. Si raggiunge senza alcun problema con il camper percorrendo una larga strada in salita nel bosco ed è possibile trascorrere la notte nel grande parcheggio nei pressi di un ristorante e dell'Osservatorio astronomico. In alternativa si possono salire i 1300 gradini dalla città. Dal parcheggio, 400 mt separano dal monumento. L'ingresso è a pagamento ma essendo arrivati alle 18:30, con biglietteria chiusa, siamo entrati senza pagare. Le luci del tramonto hanno reso i giganteschi guerrieri e gli enormi pannelli di mosaici dorati ancora più suggestivi. Dai terrazzamenti si gode la veduta della città sottostante. Una visita indimenticabile. Abbiamo cenato e dormito in tranquillità nel parcheggio. 

Giovedì 13: Ci siamo svegliati con una giornata uggiosa e una fastidiosa pioggerellina. In quasi due ore siamo arrivati a Madara, un piccolo villaggio nei pressi del quale si trova la famosa Roccia del Cavaliere di Madara** (sito UNESCO). È possibile parcheggiare nei pressi della biglietteria oppure ad un centinaio di metri prima, in una piccola area sterrata. Una scalinata di 300 gradini nel bosco conduce alla roccia, dove si può ammirare il grande bassorilievo scolpito nella montagna raffigurante un cavaliere che uccide un leone. Risale all'ottavo secolo ed è un simbolo della potenza del popolo bulgaro. Il sentiero prosegue verso destra fino alle cave. Sono alcune grotte nelle quali sono stati ritrovati oggetti risalenti al neolitico. Molto suggestiva una piccola cappella con icone religiose e numerosi pro voto. Questa breve deviazione non va assolutamente trascurata. Di qui il sentiero nel bosco conduce al parcheggio. 

Dopo aver pranzato ci siamo diretti verso est e in un'ora siamo approdati a Pobiti Kamani***, la foresta di pietra. C'è un parcheggio dove ci hanno consigliato di non lasciare oggetti importanti nel camper. Pagato un piccolo ticket, abbiamo esplorato questa straordinaria area caratterizzata da colonne di pietra di diversa altezza, cave all'interno. L'origine non è ben definita. Forse l'area era occupata dal mare e quindi le colonne sono quello che è rimasto di un fondale marino. Un'altra ipotesi è che si siano formate in seguito all'erosione da parte di agenti atmosferici. La visita è stata funestata da una fastidiosa pioggerellina, ma è stata veramente molto interessante. 

Varna è il più importante porto commerciale sul Mar Morto. In città non abbiamo trovato una sistemazione per il camper per cui abbiamo optato per il campeggio Laguna, situato a 18 km a nord, direttamente sul mare. Le piazzole, molto precarie, sono situate a destra e a sinistra di una sterrata stretta e piena di buche, in ripida discesa. Abbiamo scelto una piazzola vicino alla spiaggia e al ristorante, sistemandoci alla bene meglio. Da segnalare che un campeggio così squallido è costato ben 35 euro. Abbiamo trascorso il resto del pomeriggio in spiaggia e cenato discretamente al ristorante, vista mare. 

Venerdì 14: Abbiamo rinunciato alla visita di Varna che in realtà presenta come unica attrazione un bel museo archeologico non raggiungibile in camper perché privo di parcheggio adeguato. Attraversando il centro storico abbiamo notato che la città è dotata di numerosi parchi e zone pedonali molto ordinate. Abbiamo preferito proseguire lungo la costa fino a Nesebar. I 110 km previsti hanno richiesto oltre due ore perché nei pressi della città abbiamo incontrato file interminabili di auto. Ci siamo sistemati nel Nomad Camp Ravda, 5 km più a sud della città. Il campeggio è accogliente, ordinato ma le piazzole sono minuscole e i camper sono decisamente ammassati. Per fortuna enormi alberi creano una piacevole ombra durante tutta la giornata. Servizi in quantità estremamente modesta, due bagni e due docce in tutto. Prezzo esagerato: 55 euro. Siamo scesi in spiaggia in una bella giornata di sole ed è stato possibile fare il bagno nel mare molto mosso.

Dopo pranzo con lo scooter abbiamo percorso 5 km fino al centro storico di Nesebar****, situato su un'isola (patrimonio UNESCO). È un’isola completamente chiusa al traffico, collegata con un ponte. Si tratta di un dedalo di vicoli con edifici in stile Ottomano, simili a quelli che già avevamo visto in Albania.  Purtroppo la maggior parte delle vie sono occupate da negozietti di oggetti balneari, di abbigliamento e di souvenir per turisti. 

È caratterizzato da numerose chiese storiche, che risalgono al Medioevo e si distinguono per la loro caratteristica architettura in mattoni e pietra. Da visitare, con un biglietto combinato, la Chiesa di Cristo Pantocratore, la Chiesa di San Giovanni Battista, la chiesa degli arcangeli Michele e Gabriele nelle quali gli antichi affreschi non sono sulle pareti ma sono esposti su supporti, come in un museo. La chiesa di Santo Stefano**** compresa nella combinazione ha invece un interno interamente affrescato. È sicuramente la più affascinante. La Chiesa di Santa Sofia** è al centro della città ed è senza tetto. 

Passeggiando per le strade acciottolate, si possono ammirare le case tradizionali con il piano terra in pietra e i piani superiori in legno, diventate un simbolo di Nesebar. Il centro storico vanta anche un antico anfiteatro situato proprio in riva al mare, i resti delle antiche mura difensive e la storica Porta della Città. Ritornati al camper, siamo andati a cena al ristorante annesso al campeggio affacciato direttamente sul mare. Un'ottima cena a base di pesce e come dessert la cheesecake di San Sebastian. 

Sabato 15: Un lungo percorso di 250 km in 3 ore e mezza ci ha portato a Veliko Tarnovo***, antica capitale della Bulgaria dal 1100 al 1300, patrimonio UNESCO. Ci siamo sistemati in una comoda area camper custodita, ai piedi della città al costo di 14 euro per notte. 

La città è dominata dal castello Tsarevets***, circondato dalle mura, che sorge in cima ad una collina. Ci sono due centri storici discretamente distanti l'uno dall'altro per cui abbiamo utilizzato lo scooter per la visita. Nel quartiere est, ai piedi del castello, la chiesa di San Pietro e Paolo non è visitabile perché pericolante. Poco distante la chiesa dei Quaranta Martiri**, con un bel interno. Nella piazza Tsar Asen c'è la biglietteria per la salita al castello. Al centro della fortezza, nel punto più alto, si trova la Cattedrale della Ascensione***. L'interno è affrescato in stile moderno con rappresentazione di figure religiose alternate a guerrieri che provengono dalle guerre che la Bulgaria ha effettuato nei secoli. Un interno veramente insolito. Molto bello il panorama dalla collina che ripaga la faticosa salita. 

Ritornati al camper abbiamo cenato e verso le 20:30 siamo risaliti a piedi per un sentiero fino alla piazza Tsar Asen per assistere allo spettacolo di suoni e luci che si svolge alle 21 ogni sabato. Per una trentina di minuti le Mura, La Fortezza e la Cattedrale vengono illuminate da riflettori con colorazioni sempre diverse. Dalla piazza non si percepisce la musica. Uno spettacolo abbastanza deludente. Ritornati al camper, verso le 23:30 lo spettacolo si è ripetuto e in questo caso la musica era ben percepibile. 

Domenica 16: Avevamo lasciato lo scooter ben chiuso all’ ingresso dell'area camper perché il parcheggiatore non aveva voluto, nella sua stupidità, sollevare la sbarra. Siamo ritornati in centro e abbiamo visitato la Cattedrale della Natività di Maria**, situata sulla strada principale e raggiungibile dopo alcuni gradini. Bello l'interno con molti fedeli in raccoglimento. Superata la piazzetta centrale e parcheggiato, ci siamo inoltrati tra le stradine in ciottolato con case caratteristiche fino alla chiesa di San Nicola**, con un interno semplice. Siamo scesi sulla strada principale dove abbiamo visitato un edificio storico caratteristico, l'abitazione di un ricco mercante, che ora accoglie al piano terra un ristorante e al primo piano una mostra di tappeti: Khan Hadji Nikoli Gallery Museum*. La rinomata Casa della Scimmia è stata davvero una delusione. Abbiamo raggiunto la Chiesa dei Santi Costantino ed Elena, chiusa perché pericolante.

Recuperato il camper, ci siamo spostati ad Arbanasi****, un villaggio molto caratteristico e rinomato. Abbiamo trovato una sistemazione per il camper proprio in centro e a piedi abbiamo passeggiato visitando varie chiese. Attraverso un piccolo parco siamo arrivati alla chiesa dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele****, molto semplice, costituita da due stanze collegate da una porta, con affreschi meravigliosi alle pareti e sulla volta. Un breve percorso a piedi ci ha portato alla Chiesa della Natività di Cristo****, anche questa molto piccola ma con affreschi splendidi. Poco distante la chiesa di San Giorgio**, con affreschi molto belli sulle pareti ma incompleti. Abbiamo concluso con la visita al monastero di San Nicola Taumaturgico**, al centro di un bel giardino, con un discreto interno, non straordinario. Abbiamo pranzato alla Mehana Izvora, un ristorante bulgaro caratteristico in un bel parco purtroppo sistemati in un tavolo al sole. Incredibile la carne alla griglia montata su un tridente. 

Nel pomeriggio in circa mezz'ora siamo arrivati al monastero della Santa Trasfigurazione di Dio****, situato al termine di una strada tortuosa è un po' stretta ma asfaltata. Siamo riusciti a parcheggiare in un piccolo piazzale e ammirare gli affreschi sulle pareti esterne del monastero e i meravigliosi affreschi all'interno.

Più a sud, ad una quarantina di chilometri, si trova il monastero di Dryanovo**, preceduto da un ampio e comodo parcheggio. L'ingresso del monastero è un po' deludente perché fortemente turisticizzato con un ristorante e vari negozietti di souvenir. L'interno della chiesa è discreto ma non splendido. Nel parco c'è una costruzione che commemora un’eroica battaglia combattuta alla fine dell'Ottocento contro gli ottomani. Poco distante un sentiero porta ad una grotta, ma non l'abbiamo visitata. Abbiamo dormito tranquillamente nel parcheggio gratuito. 

Lunedì 17: Il museo etnografico all'aperto di Etar** è una ricostruzione di edifici storici della Bulgaria, adibiti in passato a varie attività lavorative. Si trova il laboratorio del fabbro, il forno del panettiere, un mulino, l'atelier dello scultore e così via. Le case sorgono lungo un ruscello in una bella ambientazione naturalistica. Qua e là si incontrano personaggi in costume che sono di poco aiuto per i turisti perché principalmente attaccati al loro cellulare. La visita richiede un paio d'ore. 

In un'ora abbiamo percorso 45 km per arrivare a Kazanlak dove si trova una famosa tomba tracia** (patrimonio UNESCO). Ci siamo sistemati in un comodo parcheggio nei pressi dell'area archeologica. La tomba tracia originale, risalente al IV secolo a.C., è chiusa al pubblico, per poter mantenere il giusto microclima, per cui, a poche decine di metri, è stata costruita una tomba perfettamente identica a disposizione dei visitatori. È costituita da un breve corridoio che si apre in una stanza affrescata con un soffitto a cupola. 

Abbiamo pranzato nel parcheggio e nel pomeriggio, dopo un paio d'ore di guida, siamo approdati al Camping Glamping Alliance**** di Plovdiv, una sistemazione davvero fantastica. Il campeggio è dotato di piazzole ampie, divise da un'alta siepe, ognuna con la corrente e l’acqua. Da un lato c'è una piccola piscina di struttura molto originale. I bagni e i servizi sono molto curati e pertanto pulitissimi. Il tutto per 28 euro. Abbiamo trascorso il resto del pomeriggio in piscina. 

Martedì 18: Usciti dal campeggio, abbiamo potuto lasciare il camper nel prospiciente parcheggio custodito e con lo scooter abbiamo percorso 6 km per arrivare nel centro storico di Plovdiv****. Si tratta di una vasta area sostanzialmente pedonale su una piccola collina dove sono dislocate qua e là antiche abitazioni di ricchi personaggi del passato, visitabili come museo. Nella prima abitazione, la Casa museo Hindylian***, la più bella, abbiamo fatto un biglietto cumulativo che ad un prezzo ridotto ha permesso di visitare cinque edifici. Le abitazioni sono su due piani, perfettamente arredate con affreschi stupendi alle pareti, bei tappeti e soffitti di legno intarsiato. Abbiamo visitato la Casa di Balabanov, la casa of Nedkovich, l'antica farmacia***, la Klianti House**, una delle più antiche. Abbiamo visitato anche la chiesa ortodossa di Santa Nedelya**, circondato dalle mura, di struttura antica ma riedificata nell'ottocento. La chiesa di San Demetrio non è visitabile. Nello stesso quartiere dalla strada si può ammirare il teatro romano di Filippopoli***. Ci siamo poi spostati nel vicino quartiere Kapana, chiuso al traffico, dove abbiamo pranzato. Il centro storico di Plovdiv è concentrato in un'area estremamente ristretta e percorribile solo a piedi con distanze veramente minime tra un'attrazione e l'altra. 

Ritornati al camper e sistemato lo scooter nel gavone siamo ripartiti verso il famoso Monastero di Bačkovo****, considerato il secondo monastero più importante della Bulgaria. Si trova a una cinquantina di chilometri a sud-est della città. Ci siamo sistemati in un enorme parcheggio a pagamento e abbiamo percorso uno stradello in salita, tra due file di bancarelle e negozietti. Un grande portale delimita la zona delle bancarelle e in un centinaio di metri si accede all'ingresso del monastero. In realtà c'è un parcheggio grande molto vicino, più conveniente. La struttura architettonica dell'esterno è affascinante ma il punto di forza è l'interno della chiesa interamente affrescato e dominato da un enorme lampadario dorato circondato da un'ampia corona pure dorata entrambi appesi al soffitto. Si rimane veramente senza parole. 

Altri 150 km, in parte di montagna e in parte di autostrada, ci hanno portato, in due ore, all'area camper di Sofia: Paid parking lot - Struga Street. È un vasto parcheggio per auto, pullman e camper situato nei pressi della stazione centrale. Con un po' di fortuna si può disporre di un attacco elettrico ed è possibile caricare acqua e vuotare le acque nere in un gabinetto mobile veramente indecente. €15. Attenzione perché l'ingresso si trova sulla strada percorsa delle rotaie del tram ed è facilissimo da trovare, mentre Google Maps indica un ingresso totalmente inesistente dall'altro lato. Il punto di forza del parcheggio è rappresentato dall'estrema vicinanza con la metropolitana, 200 m. 

Mercoledì 19: Con la metropolitana, 0,80€, dopo due fermate, siamo scesi nel centro storico di Sofia dove, in un paio di chilometri si raccolgono le principali attrazioni della città. All'esterno della fermata di Serdika si trova la chiesetta di San Pietro*, del 1400, una delle chiese più antiche di Sofia, non visitabile all'interno. Accanto è possibile visitare i resti dell’antica Serdica (il nome romano di Sofia). Sono stati riportati alla luce durante i lavori per la metropolitana e il risultato è un museo a cielo aperto** integrato perfettamente nella città moderna. È possibile anche visitare il museo coperto, con ingresso a pagamento. La Moschea Banya Bashi* è situata a 100 metri nei pressi di un parco con una grande fontana. Abbiamo visitato anche l'interno, niente di speciale. 

Attraversata la strada, dopo due traverse, ecco la Sinagoga di Sofia, non visitabile perché in restauro. Nei pressi c'è anche la Concattedrale di San Giuseppe, con l'architettura moderna che non abbiamo visitato. La Cattedrale ortodossa di Santa Nedelya*** (Santa Domenica) colpisce fin dall'esterno con la sua imponente architettura bizantina e le sue grandi cupole. L'interno è maestoso, completamente decorato con affreschi magnifici che lasciano senza fiato. La statua di Santa Sofia** è alta 24 metri, si erge nel punto dove un tempo si trovava la statua di Lenin. Regge una corona d'alloro (vittoria/pace) in una mano e una civetta (saggezza) sull'altra spalla.

Accanto alla chiesa ortodossa vi è il palazzo presidenziale e, nel chiostro, si trova un altro importante monumento di Sofia, la Rotonda di San Giorgio**.  È il monumento paleocristiano più antico di Sofia (risale al IV secolo) ed è circondata dai resti di altri edifici romani. È spesso chiusa. Un breve tratto porta alla chiesa ortodossa russa di San Nicola**, nel verde di un piccolo parco, con un bellissimo esterno di cupole dorate. Proseguendo a piedi ecco la grande piazza che conduce alla Cattedrale. Sul lato sinistro della piazza non bisogna perdere la piccola basilica di Santa Sofia**, un edificio antico in mattoni faccia a vista con un interno tradizionale ma soprattutto con una cripta visitabile (a pagamento) che conserva i resti dell'antica chiesa** e le catacombe delle prime comunità cristiane. La Cattedrale di Aleksandr Nevskij*** presenta una splendida struttura architettonica esterna con numerose cupole verdi e un interno molto affascinante con soffitti altissimi e pareti e cupole affrescate. Di fianco all'ingresso abbiamo visitato la cripta che contiene il museo delle icone*, uno dei più importanti d'Europa. Nei pressi abbiamo visitato anche il Giardino Knyazheska*, il giardino celebrativo dell'armata rossa con alcune interessanti statue di soldati e civili in bronzo. 

Ripresa la metropolitana siamo tornati al camper per il pranzo e un breve riposo. Nel pomeriggio ci siamo diretti al famoso monastero di Rila****, distante poco più di 100 km. Il percorso è in gran parte autostradale ma Google consiglia un'uscita verso Rila che porta su una strada di montagna molto stretta, piena di curve e di grande disagio. È preferibile uscire allo svincolo successivo, distante pochi chilometri perché da lì la strada verso Rila è ottima. All'ingresso del monastero c'è un piccolo parcheggio dove abitualmente si sistemano auto e camper ma il parcheggiatore pretendeva il pagamento di due giornate, l'odierna e il giorno successivo visto che si rimaneva di notte. Visto l'elevata cifra richiesta, 26 euro senza nessun servizio, abbiamo preferito ritornare sulla strada principale e fermarci in uno spazio abbastanza grande, gratuito, un po' in pendenza, un centinaio di metri prima.

Giovedì 20: Il monastero apre alle 6:30 e noi abbiamo cominciato la visita verso le 7:30 per anticipare il ritorno a casa. La struttura architettonica è davvero spettacolare, molto vasta, con edifici a più piani e la chiesa al centro. Le pareti esterne sono completamente affrescate. L'interno è straordinario, con grandi affreschi, lampadari, icone dorate ed una stupenda iconostasi, ma non si può fotografare e i controlli sono molto accurati. Purtroppo l'interno non è ben illuminato per cui gli affreschi situati più in alto nelle pareti non sono ben evidenti e questo è un grande limite. Nel chiostro c'è anche un museo che non abbiamo visitato, dato il costo di ingresso molto elevato, 12 euro. La visita ha richiesto un'ora e mezza dopodiché siamo ripartiti verso l'Italia. 

Un lungo tratto autostradale ci ha condotto alla dogana con la Serbia dove ci attendeva una fila che ha richiesto un'ora e mezza di attesa. Dopo pranzo abbiamo ripreso il viaggio e attraversato tutta la Serbia senza difficoltà fino al confine con la Croazia. In questo caso l'attraversamento ha richiesto ben due ore e mezza con auto incolonnate e molto ammassate. Ci siamo fermati al primo grill in Croazia giusto per cenare e per la notte. 

Venerdì 21: Abbiamo ripreso il viaggio alle 7:00 del mattino e l'attraversamento della Croazia è stato rallentato da numerosissimi lavori in corso. Abbiamo attraversato il confine a Gorizia ma ancora una volta lavori in corso hanno richiesto tempi lunghi. Nei pressi di Venezia improvvise bombe d'acqua hanno allagato parte dell'autostrada con conseguente notevole rallentamento del traffico. Le cose finalmente sono andate meglio dopo Padova e siamo riusciti ad arrivare a Mirandola alle 18:30. Abbiamo percorso 4700 Km.

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