MOSTRE E ATTIVITA'


 

GAD - REGGIO EMILIA

 
Le attività del GAD sono momentaneamente sospese
STORIA IL MAURIZIANO  ATTIVITA' SEDE
 

STORIA

 Nasce come movimento spontaneo intorno al 1964: un gruppo di amici si ritrova nel negozio fotografico GAF, allora situato in Via Secchi. Sono proprio le diapositive, novità del momento, acquistate a buon prezzo da Giuseppe, a consolidare e a dare forza e interessi al gruppo. Giuseppe Codeluppi non è solo un fotografo e un rivenditore ma anche e soprattutto un fotoamatore. Diventa così l’elemento di coesione, il punto di riferimento delle idee, dei progetti e delle iniziative.

Vittorio Rosati, il maestro Gianni Borgognoni, Vasco Ascolini, Gianni Ravera, Alberto Azzali, Amos Valeriani, Raffaele Fabbi, Luciano Bernaroli, il maestro Motti, Francesco Bianchi. Alcuni se ne sono andati.

Si improvvisano delle giurie che, attribuendo un punteggio, selezionano il materiale fotografico da utilizzare per allestire proiezioni. Il maestro Borgognoni, pittore ed esperto di musica, cura la regia musicale. I primi lavori, presentati nel Ridotto del Teatro Municipale, nella Sala del Museo Civico, nel teatrino di Albinea, presso il cinema del quartiere Regina Pacis, suscitano grande interesse e altri appassionati si uniscono al gruppo.

E’ negli anni settanta che il GAD acquisisce una particolare fisionomia e una originalità, perfettamente delineata dall’amico Silvano Bicocchi:

 Una occasione di . . . confronto aperto con gli altri fotografi, proveniente da diversi circoli della città e della provincia . . . il punto di riferimento nel quale verificare le nuove opere e trarre una forte motivazione nel fare e far sempre meglio perchè il livello del confronto è alto.”  

E ancora: Il GAD sviluppava e ancor oggi promuove una qualificata attività collettiva di visione e critica dell’opera audiovisiva caratterizzata dalla lettura e dall’analisi, guidata dal compianto Francesco Bianchi, un uomo carismatico, sensibile e colto. L’ambiente umano era quello vivace, creativo, spiritoso, ironico e schietto della cultura popolare reggiana. Si vedevano gli audiovisivi e nella successiva discussione ci si addentrava profondamente nella struttura del linguaggio e nella comprensione dei significati che l’opera promuoveva con l’intreccio espressivo di immagini, musica e testi parlati. Oppure la platea si liberava in giudizi senza inibizioni nella critica di “ Poche da discutere ”. Erano poche immagini di autore sconosciuto che venivano assoggettate alle più feroci critiche. Il fatto di non conoscere l’autore lasciava l’immagine sola con le proprie qualità espressive; un esercizio originale che consentiva una critica estrema non possibile se si fosse conosciuto l’autore, per la naturale influenza positiva o negativa che questo avrebbe indotto nella platea. Poteva capitare che un autore stimato trovasse una critica negativa e uno sottovalutato godesse di un momento gratificante”.

Da “Rivelazioni ed emozioni di un viandante” di Silvano Bicocchi

Recensione per la monografia FIAF di Ivano Bolondi – Autore dell’anno

Ancora oggi nel GAD, Gruppo Amatori Diapositive, non vi è uno statuto o una gerarchia, con presidenza, segreteria come in altri Circoli. L’organizzazione delle serate è affidata ad un gruppetto di soci che ha più voglia o più tempo degli altri. La rilevante criticità che si manifesta nella discussione tra il pubblico, a cui l’autore tradizionalmente assiste senza intervenire, visto che le immagini devono parlare da sole,  richiede una attenta moderazione che via via è stata affidata a Mimmo Carbone, Sandro Pezzi, Amilcare Cenci, Gianni Catellani, Gianni Rossi.

Dalla sede in Via Sessi, presso le Poste, alla saletta in Viale Amendola e ora nella prestigiosa Villa del Mauriziano, ospite del Circolo degli Artisti, ha sempre mantenuto caratteristiche molto originali, i cui principi e contenuti non hanno riscontro. Nei Circoli Fotografici tradizionali infatti le serate propongono attività estremamente varie: si spazia dall’allestimento di mostre alla organizzazione di concorsi, dalla valutazione di immagini ai dibattiti culturali.  Il GAD ha come sostanziali attività la visione e la valutazione critica di diaporama

Vi affluiscono soci di molti circoli della provincia di Reggio, di Parma e di Modena che si confrontano sul terreno del diaporama e forniscono il loro contributo critico, portando a casa idee e suggerimenti per il loro circolo. Il Gruppo ha contribuito a creare una scuola emiliana del diaporama, con alcune figure, Ivano Bolondi in primis, che hanno svolto un ruolo magistrale e didattico.

Il pubblico del GAD ha acquisito negli anni una autorevolezza critica in quanto composto da soci che sono nello stesso tempo autori di diaporama riconosciuti a livello nazionale e internazionale e che da anni si spostano in regione e fuori regione per proiettare o assistere a rassegne di proiezioni. E tra coloro che non proiettano vi sono vincitori di concorsi fotografici, in testa alle classifiche FIAF e ANAF, autori di mostre o di pubblicazioni fotografiche.

Chi proietta al GAD sa che il suo lavoro verrà esaminato con attenzione, con professionalità, con grande serietà. Da questa analisi potrà ricavare indicazioni utili per la sua maturazione fotografica. Naturalmente, se accetta l’invito, deve essere disponibile ad una valutazione anche severa.

Da ultimo, il GAD è un importante occasione di amicizia e offre la possibilità di conoscere ed apprezzare persone ricche di contenuti umani, con le quali instaurare rapporti di profonda stima e di affetto.  

IL MAURIZIANO

 

                                          LA VILLA DELL’ARIOSTO

La Villa del Mauriziano, si trova in località San Maurizio, direzione Modena. Fu della famiglia Malaguzzi, cui apparteneva la madre di Ludovico Ariosto, Daria Malaguzzi Valeri. Il poeta vi soggiornò nei primi anni della sua vita e a più riprese nel corso della giovinezza (celebri sono i versi dedicati al ricordo del Mauriziano nella IV satira).

Si accede al complesso monumentale dalla Via Emilia attraverso il cinquecentesco arco trionfale in cotto ad unico fornice, eretto da Orazio Malaguzzi, morto nel 1583, a cui si attribuiscono il restauro e l’arricchimento dell’intero complesso.

Un viale di oltre 250 metri, fiancheggiato da pioppi, conduce al Palazzo. Nonostante le significative ristrutturazioni del Sei-Settecento, mantiene l’impianto volumetrico cinquecentesco che lo collega alla cultura della villa rinascimentale.

A levante un piano rialzato conserva ancora tre ambienti voltati a vela con capitelli pensili. La decorazione pittorica di questi ambienti, databile dopo il 1567, risente dell’influenza di Nicolò dell’Abate.

La stanza denominata Camerino dell’Ariosto, studio del poeta secondo la tradizione, ha un camino recante lo stemma di Malaguzzi e la data 1432. I dipinti ad affresco del salone centrale e della sala grande di sinistra sono riferiti alle ristrutturazioni effettuate da Prospero Malaguzzi dopo il 1742 e raffigurano fatti salienti della famiglia.

Il Palazzo rimane di proprietà della famiglia Malaguzzi fino al 1863, quando viene acquistato dal Municipio di Reggio Emilia.

 

IL PALAZZO VECCHIO DEL MAURIZIANO

IL CIRCOLO DEGLI ARTISTI

Adiacente alla Villa del Mauriziano sorge il cosiddetto Palazzo Vecchio, oggetto di un recente restauro. Le opere realizzate hanno operato una sostanziale scelta conservativa con il recupero delle decorazioni murarie che sono state restaurate.

Sono stati individuati spazi destinati alla attività culturale: biblioteca, sala insegnanti, atelier di scultura, sala grafica, laboratorio stampa, laboratorio fotografico, sala espositiva.

 

Il Circolo degli Artisti si costituisce a Reggio Emilia nel 1993 per volontà di un piccolo gruppo di appassionati dell’arte. Già dal 1994 è in grado di promuovere ben nove corsi a cui partecipano 350 allievi. Non manca un’intensa attività espositiva che vede impegnati i soci in mostre collettive e personali, in cui gli artisti del Circolo ottengono riconoscimenti e premi.

Nel 2004, grazie alla sua cresciuta importanza, ampiamente consolidata nel panorama dell’associazionismo reggiano, il Circolo degli Artisti ha potuto fissare la propria sede presso il restaurato Palazzo Vecchio del Mauriziano.

 

Tutto ciò si è reso possibile in virtù di un patto di collaborazione fra l’Amministrazione Comunale e il Circolo, finalizzata ad un doppio obiettivo: promuovere le attività culturali presso un luogo denso di memorie storiche qual è la Villa del Mauriziano e partecipare con forte serietà di intenti, alla crescita della cultura e della tradizione popolare.

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SEDE

REGGIO EMILIA - VIA SCARUFFI 1

Villa del Mauriziano

presso il CIRCOLO DEGLI ARTISTI

 

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